Unicredit proposte di basso cabotaggio. Se un gruppo stranierovuole comprare la società, è giunto il momento di farsi avanti. Unicredit pretende una risposta: sì o no. Allo stesso tempo, lad di Piazza Cordusio non fa nomi («gli advisor sono a lavoro e cè una short list»), ma taglia fuori dalla corsa per lAs Roma gli investitori italiani. Da Unicredit lanciano a questo proposito un avvertimento alla famiglia Angelucci. Se riproporrà lofferta economica già rifiutata - si parla di 86 milioni di euro - non solo incasserà un altro secco no. Ma si farà nemica la banca.
Piazza Cordusio ha quindi raccolto le sollecitazioni a una maggiore chiarezza. Chiarezza auspicata anche da questo giornale. Chiarezza ritenuta indispensabile per far capire allambiente romano, giocatori in primis, che si sta lavorando per un progetto che metta al centro, come ha detto Ghizzoni, proprio «il futuro della squadra». Se però nessun investitore riuscisse ad accontentare le richieste della banca, se nessun soggetto economico rispondesse ai requisiti pretesi da Unicredit, Piazza Cordusio è pronta a prendere in considerazione il piano B. Se ci sono sette o otto imprenditori disposti a mettere una quota "x" - si parla di una decina di milioni a testa - per prendere lAs Roma, la banca è pronta a sentirli. A ognuno di loro sarebbe assicurata una fetta di business.
Sia chiaro: Unicredit non ci sta ancora lavorando sopra. In questo momento, Piazza Cordusio è concentrata sullobiettivo di cedere il club a un solo soggetto. Possibilmente, straniero. Restano top secret i nomi degli investitori americani. Non lo dovrebbero essere ancora a lungo. La banca conta infatti di ricevere entro fine gennaio le offerte vincolanti, per poi intavolare a febbraio la vera e propria trattativa con leventuale,
unico, potenziale acquirente.
Secondo fonti vicine al dossier, questo dovrebbe determinare un altro slittamento per larbitrato Unicredit-Sensi. Arbitrato che si sarebbe dovuto concludere a ottobre con la costituzione di Newco Roma, la società che controllerà lAs Roma e che sarà quindi il vero oggetto della trattativa per la cessione del club. Ma a ottobre mancava un interlocutore per la cessione e la banca fu costretta a chiedere al presidente dellarbitrato, il professor Ruperto, un rinvio al 24 gennaio. Lunedì, alle 18, gli avvocati di Unicredit e quelli dei Sensi si ritroveranno quindi di nuovo davanti a Ruperto. La situazione, di fatto, è però quasi identica a quella che si presentava a ottobre: non siamo ancora alle offerte vincolanti. Secondo le fonti, un ulteriore rinvio è praticamente scontato.