ENTUSIASMO - DiBenedetto viene descritto molto entusiasta di partecipare alloperazione. Secondo alcune fonti sarebbe stato raggiunto un accordo di massima e si stanno valutando i dettagli della complessa trattativa. Si è discusso molto sul supporto finanziario di Unicredit al progetto della nuova proprieta'. Supporto che puo' concretizzarsi sia in un sostegno economico vero e proprio sia nel mantenimento di una quota societaria, che non è stata ancora stabilita, ma che oscilla tra il venti e il trenta per cento. Tutte le offerte saranno valutate da Italpetroli che nel nuovo organigramma è presieduta dal professor Zimatore; nel cda ci sono anche Rosella Sensi e un rappresentante di Unicredit. Una decisione potrà essere presa solo ai primi di febbraio. Lincontro di New York è servito a mettere a punto una rete di garanzie necessarie per la stesura di un'offerta vincolante. Sarà quindi Italpetroli, con Unicredit azionista di maggioranza ( e quindi con il boccino in mano) a decidere sulle offerte ricevute. Sarà individuata quella più vantaggiosa e a quel punto sarà aperta una trattativa in esclusiva. Si presume che questo possa avvenire in pochi giorni, in modo da presentare la documentazione entro fine febbraio.
CONOSCENZA - Nellincontro di New York Fiorentino e Peluso hanno potuto conoscere tutti i componenti della cordata americana, visto che i vertici della banca non avevano ancora avuto modo di incontrarli in precedenza, eccetto Thomas R. DiBenedetto, che aveva già fatto visita nella Capitale. E confermata la presenza, al fianco del patron del Boston Red Sox, di altri quattro investitori: Julian Movsesian, Michael A. Ruane, Arthur J. Falcone e Richard DAmore.
A concorrere con la cordata americana ci sarà la famiglia Angelucci, intenzionata a presentare nei termini lofferta vincolante, con un rilancio importante e con un piano industriale volto alla valorizzazione della squadra. Limprenditore romano potrebbe dar vita a una cordata, con un partner di minoranza italiano e uno cinese. Sembra invece uscito di scena il fondo Aabar di Abu Dhabi, che aveva incontrato sia l'advisor Rothschild che Unicredit.