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La penna degli Altri 27/01/2011 08:59

New York, incontro tecnico

Stop. Le novità finiscono qui. Per davvero. Peluso e Fiorentino erano degli emissari della banca. Non avevano - non hanno - il potere di firmare alcunché. Possono tornare in Italia con un memorandum. Un documento assolutamente non vincolante. Ma non possono avere concluso alcun accordo. Possono, anzi potrebbero, avere trovato un punto di incontro sulla posizione che potrebbe avere Unicredit in un’eventuale intesa futura con gli americani. Fonti finanziarie confermano che tutto ruota attorno al ruolo della banca. Nelle intenzioni della cordata, Unicredit dovrebbe detenere una partecipazione azionaria importante, si dice il 25%, della futura Newco, la società che erediterà da Roma 2000 il 67% con cui controlla l’As Roma. La quota è valutata quasi 150 milioni di euro. In questo modo, però, la banca sarebbe costretta a partecipare all’Opa, l’Offerta pubblica di acquisto, che andrà lanciata una volta formata Newco. Altrimenti, sembra che gli americani abbiano chiesto a Unicredit di finanziare l’Opa. E pure di ricapitalizzare in vista del previsto disavanzo di bilancio, che dovrebbe superare i 35 milioni di euro. Domanda: ma a queste condizioni non potrebbero partecipare anche altri investitori? Risposta: certamente sì. Infatti già si mormora dell’interessamento di nuovi soggetti finanziari di livello mondiale. Voci. Le certezze sono la famiglia Angelucci e - pare - il potentissimo fondo Aabar. I dubbi sull’operazione abbondano. A parte l’assenza dell’advisor Rothschild a New York, che magari ci può stare visto il suo ruolo di consulenza, c’è chi si pone almeno un paio di interrogativi. Primo, perché è chi vende che si è proposto a chi vuole acquistare? Secondo, per quale motivo Fiorentino e Peluso sono partiti proprio a ridosso della scadenza del 31 gennaio per le offerte vincolanti? Stupisce anche il silenzio del Sole 24 Ore sulla trasvolata oceanica di Unicredit. Si dice che il più grande quotidiano economico italiano sia piuttosto perplesso. Chi perplessa lo è di sicuro è la Consob. Le indiscrezioni su un imminente accordo hanno fatto volare il titolo As Roma. A fine seduta ha chiuso a 1,188 euro, con un guadagno del 4,39%. Impressiona però ancora di più il volume di scambi: più di 3 milioni di pezzi, per un controvalore di circa 3,6 milioni di euro. Il 31 gennaio si chiude. Una volta scelta l’offerta più conveniente, si dovrebbe procedere a trattativa con uno o due soggetti. L’impressione, però, è che ci vorrà ancora del tempo prima che venga messa la parola fine alla cessione dell’As Roma.