IL ROMANISTA -
La presenza di Aabar è un altro mistero glorioso di questo altrettanto misterioso procedimento di vendita dellAs Roma. Il suo nome un giorno compariva e un altro spariva, un momento pareva il concorrente più forte un altro momento si defilava. Non si è mai capito se, ed eventualmente in quale modo, il fondo sovrano di Abu Dhabi ha avuto un ruolo nel procedimento. Secondo qualcuno, si sarebbe trattato solo di uno specchietto per le allodole. Nel senso che sarebbe servito unicamente ad alzare lasticella delle altre offerte. Secondo qualcun altro, invece, il fondo arabo sarebbe ancora in corsa.
Chi lo sostiene, ricorda che la sua presenza non è mai stata esclusa. Vero. Ma non è neanche mai stata confermata. Questo silenzio, però, ha contribuito ad alimentare ancora più dubbi. E sogni. Perché, inutile nasconderlo, quando è stato fatto per la prima volta il nome di Aabar, i romanisti hanno sperato che fosse tutto vero. Aabar è infatti un colosso finanziario. La società di Abu Dhabi possiede il 9% di Daimler, di cui è primo socio. Ma con il 4,991% Aabar è anche il secondo maggiore azionista di Unicredit. Mesi fa, si era parlato addirittura di incontri segreti tenutisi a Londra tra rappresentanti del fondo arabo e una delegazione di Rothschild, ladvisordi Unicredit. Un mistero. Lennesimo.