La penna degli Altri 15/12/2010 10:05

Il Capitano è già salito sulla Scala del calcio

 

Sì, bizzarro, perché 24 ore dopo lo stesso è successo a Rooney nella sfida con l’: una rincorsa quantomeno curiosa e un pallone sparato altissimo. Eppure nessuno all’Old Trafford ha storto il naso, anzi, è partito un caloroso applauso per uno dei giocatori simbolo del club. Che significa questo? Forse che i tifosi dello United sono meglio di quelli della Roma? No, per carità. Piuttosto, sembra evidente che sarà costretto a convivere con le critiche nei suoi confronti fino a quando non smetterà col calcio giocato. Fino a quando tutti si renderanno conto di quello che ha regalato alla Roma per decenni. Francesco lo sa. E’ stato più forte di tutto in tante occasioni, sempre. Ora non gli resta che esserlo pura stavolta, guidando la Roma in questo campionato. Magari già a partire da Milano e dalla squadra alla quale, qualche anno fa, è stato vicinissimo. Poi decise di restare per essere il simbolo della sua à e della sua squadra. Ai tifosi del Milan non è rimasto che ammirarlo da lontano e magari (è successo) alzarsi in piedi ad applaudirlo quando ha illuminato San Siro con le sue giocate. E dire che per i rossoneri Francesco non ha mai avuto riguardi. In senso buono. Nel senso che ha segnato tantissimo contro di loro sia all’Olimpico, sia al Meazza. In totale sono già dieci le reti al Diavolo tra campionato e Coppa. E la prima fu un vero gioiello. E’ il 12 ottobre 1996 e il capitano ci mette 13 minuti a far impazzire l’Olimpico. Una corsa senza paura contro la gamba alzata di Sebastiano Rossi e poi un cucchiaio d’esterno a girare da posizione impossibile. A soli 20 anni, roba che solo Maradona e pochi altri... Il battesimo del gol a San Siro arriva 4 anni e un pezzetto dopo con la doppietta (inutile) nell’anno dello scudetto. Utilissima, anzi indispensabile, la rete del dicembre del 2001 per l’1-0 conclusivo. Nel 2003 ecco la doppia finale di Coppa Italia con tre reti (2 al Meazza) non sufficienti (Rosetti ne sa qualcosa) a portare il trofeo a casa. Altra doppietta alla Scala del calcio nel 2006, meravigliosa quanto basta per infrangere un tabù lungo 20 anni. L’ultima perla è datata 24 maggio 2009, terzo gol nel 2-3 e festa di addio di Maldini rovinata.

Ora c’è un’altra festa da rovinare, quella per un campionato che a Milano sentono già loro. Un po’ l’aria che si respirava a Roma nel 2003-2004, l’ultimo anno di Capello, quando di questi tempi (anzi un po’ dopo, il 6 gennaio) lo scontro diretto si giocò all’Olimpico. Una vittoria e si poteva andare a +9 (virtuali, perché il Milan doveva recuperare una partita). I rossoneri vinsero e il tricolore prese un’altra strada. c’era anche quel giorno. Sette anni dopo, è tempo di prendersi la rivincita.