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La penna degli Altri

Burdisso: «Stiamo arrivando»


Burdisso si è confidato con gli amici storici che persone comuni proprio non sono. Perché di cognome fanno Zanetti, Cambiasso e Milito. È con loro, con gli avversari interisti, che si è allenato in questi giorni, dedicandosi a un intenso lavoro atletico a Ezeiza, il centro tecnico federale della Nazionale argentina. Sotto gli occhi del ct Batista e del Alejandro Tocalli, i giocatori si sono presentati di buon mattino sul campo di allenamento con una motivazione ben precisa. Almeno a leggere quanto riporta il quotidiano Olé: «Vogliamo tornare in Europa con una condizione atletica ottimale». Con loro anche l’altro Milito, Gabi, Pareja e Gago.

Oltre ai giri di campo e ad alcuni scatti e ripetute, i giocatori hanno visto insieme al ct alcuni video, per prepararsi al meglio per l’amichevole di Londra con il Portogallo in programma il 9 febbraio: «Tutti i giocatori - si legge ancora su Olé - hanno dimostrato grande attaccamento alla maglia della Seleccion e questo sarà sicuramente tenuto in considerazione dal ct». Vero, senza dubbio. Così come è vero che la priorità di Burdisso in questo momento è la Roma. Dopo aver trascorso un’estate in bilico, tra allenamenti con l’Inter e testa a Trigoria, il suo ritorno in giallorosso è stato, almeno nella parte iniziale, al di sotto delle aspettative. L’espulsione di Cagliari e il gran nervosismo iniziale avevano fatto storcere la bocca a più di un tifoso ma Nicolas non si è scomposto. Forte dell’appoggio di società, allenatore e compagni di squadra, ha continuato a lavorare senza battere ciglio. E anche quando è andato in panchina per fare posto a Juan o Mexes non ha mai fatto polemiche. Anzi, ha contribuito a fare gruppo. Come ha sempre fatto, anche all’Inter, quando il campo non lo vedeva praticamente mai, ma era una colonna dello spogliatoio. Tanto da far dire a uno come José Mourinho, qualche settimana fa: «Quando arrivai all’Inter gli dissi che era meglio che andasse via perché non ci sarebbe stato spazio per lui. Volevo venderlo per investire su altri giocatori e così programmai la sua cessione. Lui mi rispose: “Ti dimostrerò che posso giocare”. Io gli dissi allora: “Ok, vediamo insieme cosa succede”.

Alla fine Nicolas si è dimostrato uno dei giocatori più coinvolti dal mio progetto mai incontrati in carriera. Lui sa quanto lo stimo, e sa anche che sarei felicissimo di lavorare di nuovo con lui, uomo e giocatore fantastico». Peccato che però non succederà, lo Special One si può anche mettere l’anima in pace. Per Burdisso c’è solo la Roma, specie adesso che «stiamo arrivando».

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