La penna degli Altri 19/11/2010 10:41
Ranieri ammette: "Ho sbagliato"

LEGGO (F. BALZANI) -
«Ammetto di aver sbagliato». Ci sono volute quattro vittorie e due mesi di tempo a Claudio Ranieri per riconoscere le sue colpe nellavvio disastroso della Roma. In unintervista rilasciata al mensile Rivista Romanista, il tecnico mette da parte gli alibi (i campi di Trigoria, le assenze, i media, il mercato) e fa mea culpa: «Ho sbagliato: perché quando un allenatore si rende conto che qualcosa non funziona deve lavorare di più sulle teste dei suoi giocatori, io evidentemente non lho fatto abbastanza». Ranieri riconosce anche di aver giocato spesso a specchio con lavversario, guai però a dargli del bollito: «Hanno detto che ero bollito, ma non è così. È vero allinizio ho cercato di sistemare la squadra sugli avversari perché vedevo che le cose non funzionavano come lanno scorso. Ora va meglio e si vede». Sei risultati utili consecutivi in effetti lo dimostrano, ma non possono cancellare lavvio da incubo (5 punti in sei giornate: record negativo dal 91) e il lungo silenzio stampa di Ranieri che ha parlato più questa settimana che in tutto il resto della stagione. Il tecnico ha poi dichiarato di avere due sogni nel cassetto: «Vorrei tanto giocare come il Barcellona, ma è impossibile. Bisogna averlo nel Dna, come mi ha confermato Pep (Guardiola, ndr). Poi vorrei vincere qualcosa di importante a Roma. La Champions? Sarebbe splendido». Ranieri è tornato anche a parlare del suo contratto in scadenza a giugno 2011: «Non ho mai chiesto il rinnovo, ma se nera parlato. Firmare con una clausola che consenta al nuovo proprietario di liberarsi di me non minteressa. Meglio allora restare liberi. Tanto una squadra la trovo sempre». Poi è passato a parlare dei singoli. Ranieri ha elogiato Menez («un futuro campione») e Simplicio, inizialmente trascurato. Il brasiliano domani partirà ancora titolare (complici gli infortuni di De Rossi e Perrotta) e ieri ha fatto il punto sui suoi primi 5 mesi romani: «La Roma è un sogno, un punto darrivo, poi mi ricorda molto San Paolo. Allinizio ho sofferto perché non giocavo, ma era a causa di un infortunio che mi portavo dietro da Palermo. Unghia incarnita? No, era un problema di altro tipo». Riguardo alla posizione in campo: «Preferisco giocare vicino alle punte». I 36 gol messi a segno in serie A lo dimostrano.