La penna degli Altri 14/10/2010 12:11

Wind cambia padrone e chiede alle banche di rifinanziare 3,5 miliardi



Si tratta di una tranche pari a circa il 40% dell’esposizione complessiva (8,9 miliardi) della società controllata al 100% dalla holding italiana di Naguib Sawiris prossima alle nozze col colosso russo che in Algeria però stanno tentando di intralciare: il governo del paese nord-africano avrebbe indetto una selezione pubblica per ingaggiare un advisor di alto standing allo scopo di scongiurare il passaggio di Djezzy, la società telefonica algerina dal controllo di Orascom via Weather sotto il dominio di VimpelCom. E a nulla, quindi, sarebbe valsa la visita recente del presidente russo Dmitrij Medvedev in Algeria.



Tornando a Wind i 3,5 miliardi da allungare nelle scadenze di rimborso si riferiscono alla tranche senior contratta al momento dell’acquisizione della società italiana da parte del gruppo egiziano di Sawiris con scadenze al 2012, 2013, 2014. Nella nuova operazione la società italiana avrebbe coinvolto una banca finora assente dal rischio: Unicredit, dimostratasi disponibile a partecipare al nuovo finanziamento. Accanto a piazza Cordusio figurano Imi (Intesa Sanpaolo), Mps, Deutsche bank, Bnp Paribas, Credit Suisse, Bank of America-Merrill Lynch, JpMorgan, Royal bank of Scotland, , Santander, Bbva. La proposta del team di Gubitosi punta a rimodulare il debito al 2016 con tre anni di pre-ammortamento. Sarebbe proprio questo triennio iniziale di rimborso rallentato a suscitare qualche perplessità da parte degli istituti contattati.



Wind, che secondo le stime genererà il 34% dei ricavi di gruppo a ridosso del 35% delle attività russe, attende una risposta entro lunedì prossimo e nella lettera le banche dovranno anche proporre le condizioni riguardo ai tassi. L’adesione comunque dovrebbe essere garantita anche se ci sarà da migliorare qualche aspetto dell’operazione che, a parte il possibile colpo di coda algerino, farà della nuova VimpelCom - di cui Sawiris sarà il terzo socio col 20% dei diritti patrimoniali e il 18,5% dei diritti di voto, alle spalle dei norvegesi di Telenor (31,7% dei diritti patrimoniali e 36,4% di quelli di voto e dei russi di Altimo rispettivamente col 31,4% e 29,3% - il quinto operatore mobile al mondo con società operative in 20 paesi, 174 milioni di clienti.