La penna degli Altri 28/10/2010 10:53

Ci attende il Lecce. De’ noantri

a Trigoria da Bruno Conti, che lo prelevò giovanissimo da uno dei bacini più interessanti della nostra regionale, il Savio. Dopo aver compiuto tutta la trafila nel settore giovanile di Trigoria, Corvia debuttò in Serie A con la Roma di Capello ed ebbe un posto in prima fila nella travagliata stagione 2004/05, salvata quasi in extremis da un gol di Cassano a Bergamo. Tornerà all’Olimpico, anche se probabilmente andrà in panchina o in tribuna, Souleymane Diamoutene. Ve lo ricordate? Sarebbe ingiusto considerarlo un Carneade. Il maliano venne preso in prestito proprio dal Lecce nel gennaio 2009. Si rivelò un buon rincalzo. Sostituì senza infamia e senza lode Loria al centro della difesa giallorossa contro l’ all’Emirates. L’improvviso febbroneche colpì Mexes poco prima della gara di ritorno costrinse Spalletti a rischiarlo accanto a Juan, e poi a Riise. Se la cavò egregiamente. L’eliminazione della Roma dipese da un errore grossolano sottoporta di Baptista e dal flop dagli undici metri (e questo ci poteva pure stare) di Tonetto. Non certo dalla partita di Diamoutene.

 

È di Tivoli, e dunque romano a grandi linee, Antonio Rosati. Il (primo) del Lecce, che non ha mai dichiarato la sua fede sportiva, è sbocciato nella Primavera salentina. Ma viene dalla Lodigiani, dove nel

2001/2002 disputò da spettatore una intera stagione in C2. Non lontano da Rosati è nato invece un romanista che la Roma non l’ha mai indossata, pur essendole stato spesso accostato. David Di Michele, professione punta, si è sempre dichiarato tifoso della Roma. Quando un anno fa gli fu chiesto se sarebbe stato felice

di approdare alla Roma, rispose: «Mi farebbe immensamente piacere. Sono romano e faccio il tifo per la Roma, quindi...». Scherzo del destino: indovinate un po’ contro chi ha debuttato in Serie A? Eh già, contro la Roma. E proprio all’Olimpico. Era il 18 settembre 1998 e David indossava la maglia della Salernitana. Che per la cronaca venne battuta 3-1. Manuel Coppola non è un tifoso della Roma. È un ultras. Nato nello storico vivaio prenestino della Tor Tre Teste, il centrocampista coltiva un sogno. Quello di diventare un giocatore della Roma. Quella stessa Roma che tra due giorni sarà costretto a sfidare.