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La penna degli Altri

«Caro boemo mi hanno lasciato fuori»

Per la tribuna di casa però no, come spesso in serie A. Contraddizioni leghiste. Ma oggi nessun pericolo, la gente vuole solo boemo e 4-3- 3. Il problema è il ticket: “Sono lenti!” – grida più di qualcuno. Si avvicinano le 15, il disagio sale: fila lunga, molti abbandonano. “Per favore fatemi passare, lì spingono e non si respira”: dice un signore spaventato che si allontana da quell’imbuto dello stadio chiamato biglietteria. Non demordiamo, vogliamo entrare: ad un passo dal paradiso il rumore del plexiglas che si chiude. “Sono finiti i biglietti!”, la voce che circola tra le proteste generali. Ma come, addirittura 20.000 tagliandi acquistati? Beata ignoranza, la nostra. Fischio d’inizio e boati. “Quanto stanno?” “1-1. No, 2-0!”.

Biglietteria vuota, mi avvicino e chiedo: “La capienza dello stadio è 3999 posti”, la risposta alla mia perplessità. “Perché così non c’è l’obbligo di mettere i tornelli”. Pisanu e Amato, dalla padella alla brace. Una squadra che punta alla B – Baronio, Franceschini, Esposito - con un mini-stadio? E dov’è scritto? Che ne sanno i tifosi – tanti, occasionali - che possono entrare due gatti? Il sito ufficiale dell’Atletico non comunica. Non dice “posti limitati”. Non consiglia di andare presto visto la poca disponibilità. E allora per tanti c’è la via di casa, a pochi chilometri o a 382, Foggia centro. Metà secondo tempo, davanti al verde di cancelli sbarrati e steward: “Fosse stata la finale di Coppa del Mondo già me ne sarei andato, che faccio ancora qua?”. Attesa vana ma ineludibile: c’erano Zeman e il .

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