La penna degli Altri 13/10/2010 09:32

Buffon: «Checco è grande»


del mondo voleva venire alla corte di Spalletti. E poteva. Come poi confermò lui stesso in una trasmissione di La 7 dove era presente anche lo stesso tecnico romanista. Ad impedire il concretizzarsi della trattativa fu il suo ingaggio. Anche 5 anni prima, nel 2001, l’affare sfumò (per l’offerta super ella ) e in entrambi i casi fu proprio il regista segreto (ma neanche tanto) dell’operazione.


 

Francesco, proprio durante i festeggiamenti al Circo Massimo, aveva parlato all’amico che già era rimasto colpito dal calore del pubblico romanista il giorno dello scudetto. In quel 17 giugno di 10 anni fa c’era lui in porta col Parma e il fatto che abbia segnato il gol più importante proprio a uno dei suoi più cari amici un significato dovrà pur averlo. In questi giorni, in cui il si è sentito attaccato soprattutto come uomo piuttosto che come calciatore, sono proprio i rapporti di questo tipo a dargli forza. Buffon è l’unico (insieme forse a Peruzzi, che però ha smesso) a cui Francesco non farà mai il cucchiaio su rigore: lo scorso 23 gennaio a Torino l’ultimo caso, con "Checco" che batte il penalty di potenza e precisione, ma poi fa l’occhiolino all’amico. E al momento della sua espulsione va a dargli una pacca sulle spalle. A dir la verità però un pallonetto Francesco a Gigi l’ha fatto, nella stagione ’97-98, e in tutto l’ha battuto per 11 volte. Ma Buffon non se l’è mai presa, così come fa quando il portierone azzurro fa delle grandi parate contro

di lui. Le prime ci furono in allenamento nelle Nazionali giovanili: il loro rapporto nasce infatti nell’Under 16, era il 1992, quando insieme arrivarono alla finale dell’Europeo, poi perso, a Istanbul. Da lì grandi avventure e grandi scherzi (di cui in questa sede non è dato sapere) e anche grandi complimenti. Pubblici, come quando si parla di un possibile ritorno di in Nazionale («è un campione e uno come lui può far sempre comodo


»), o del Pallone d’oro a Buffon, che Francesco gli avrebbe assegnato già qualche anno fa. Per non parlare del Golden Foot, a cui entrambi erano candidati. Ma le parole sincere, le più sentite, sono quelle che nessuno saprà mai. Custodite nelle stanze di Coverciano, di Berlino, di quelle mura di Istanbul quasi vent’anni fa. Perché è lì che si nascondono i segreti di una grande amicizia. Tra uomini veri.