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La penna degli Altri

Un acquisto nel nome del padre

A differenza di Spalletti, capace di organizzare un gioco che valorizzava al massimo gli «atipici» — dall’invenzione di centravanti arretrato all’esplosione di Mancini, poi praticamente scomparso dal calcio giocato con le maglie di Inter e Milan —, Ranieri preferisce moduli classici (il 4-4-2) e giocatori che sanno dare il massimo in un ruolo preciso. In questo senso Borriello è una certezza e sarà il punto di riferimento più avanzato.

E’ presto per dire come giocherà la Roma, ma, di sicuro, c’è un punto d’arrivo: utilizzare assieme Borriello, e Vucinic. Modulo troppo sbilanciato? Ranieri ha parlato più volte dell’Uruguay di Tabarez come grande sorpresa dell’ultimo Mondiale. E in quella squadra trovavano spazio Suarez, Forlan e Cavani, cioè tre giocatori spiccatamente offensivi. Era Cavani (e sarà Vucinic nella Roma «ideale») il giocatore chiamato a partire dalla fascia per accentrarsi. Serviranno attaccanti in forma e centrocampisti capaci di sacrificarsi, ma questa Roma avrebbe un potenziale quasi infinito.

A differenza di Spalletti, capace di organizzare un gioco che valorizzava al massimo gli «atipici» — dall’invenzione di centravanti arretrato all’esplosione di Mancini, poi praticamente scomparso dal calcio giocato con le maglie di Inter e Milan —, Ranieri preferisce moduli classici (il 4-4-2) e giocatori che sanno dare il massimo in un ruolo preciso. In questo senso Borriello è una certezza e sarà il punto di riferimento più avanzato.

E’ presto per dire come giocherà la Roma, ma, di sicuro, c’è un punto d’arrivo: utilizzare assieme Borriello, e Vucinic. Modulo troppo sbilanciato? Ranieri ha parlato più volte dell’Uruguay di Tabarez come grande sorpresa dell’ultimo Mondiale. E in quella squadra trovavano spazio Suarez, Forlan e Cavani, cioè tre giocatori spiccatamente offensivi. Era Cavani (e sarà Vucinic nella Roma «ideale») il giocatore chiamato a partire dalla fascia per accentrarsi. Serviranno attaccanti in forma e centrocampisti capaci di sacrificarsi, ma questa Roma avrebbe un potenziale quasi infinito.

C’è un altro particolare molto importante: l’acquisto di Borriello è stato un lavoro di squadra. Di più: è stato il capolavoro della «vecchia guardia» dirigenziale e anche i giocatori più rappresentativi— e — hanno giocato il loro ruolo, telefonando a Borriello e convincendolo della bontà del progetto giallorosso.

Borriello era nel libro dei possibili acquisti già da un anno: è arrivato con un colpo di scena che, legato alla conferma di Burdisso, ridà entusiasmo ai tifosi e mette a disposizione di Claudio Ranieri una rosa molto completa e competitiva.

Restano Doni (e potrebbe non essere un male), Cicinho e Julio Baptista. Rosella Sensi chiederà all’Uefa di studiare in futuro una protezione per i club verso giocatori che rifiutano trasferimenti «di pari livello tecnico e pari trattamento economico». E’ una strada molto difficile da percorrere, ma non si può certo dire che non sia in linea con il fair play finanziario che vuole Platini.

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