La penna degli Altri 29/08/2010 11:17
La Roma sbatte su Antonioli. Chance De Rossi ma in fuorigioco
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Difficile dire se per il calcio italiano, che avrebbe tanto bisogno di una rinfrescatina, questa sia proprio una buona notizia. Andamento lento E quello sul quale la Roma imposta la propria partita, nella convinzione che gol e conseguente vittoria debbano prima o poi arrivare per grazia ricevuta. Troppo calcio camminato. Quello che solo Totti può permettersi, perché cervello e piedi fanno viaggiare il pallone a una velocità sconosciuta ai più. Il problema si pone se il resto della squadra, invece di assecondare il capitano con la corsa, pensa sia sufficiente mettersi ad accompagnarlo. Unora buona la Romala consuma così, con Menez e soprattutto Vucinic sul banco degli imputati. La squadra e il 4-2-3-1 sono quelli dello scorso anno, Adriano si è accomodato tutto mesto in tribuna, dove cè anche il festeggiatissimo Burdisso senior. Il cambio di marcia arriva con Taddei, poi con Brighi per De Rossi (messo in grande difficoltà da Parolo) e con Okaka per Perrotta per un «quasi» 4-2-4. Le occasioni, fin lì col contagocce, finalmente fioccheranno e quelle di Antonioli su Vucinic e Brighi saranno parate importanti. Classe operaia Va in paradiso per una notte, ma non per caso. Miglior difesa in serie B la passata stagione (solo 29 reti al passivo) il Cesena smonta reparto e squadra ma è bravo a ricomporre il puzzle, anche se il ricorso alla legione straAl 4 sul lancio di De Rossi, Vucinic è in gioco, avanti solo col braccio: bravo lassistente Barbirati. Schelotto prende prima la palla e poi Riise al 20.
De Rossi si lamenta al 31, ma la trattenuta di Pellegrino è leggera, se cè: ok Gava. Sul lancio di Totti al 36, De Rossi (e anche Perrotta) in offside conclude a rete: errore di Barbirati. Nella ripresa manca il cartellino per Schelotto (gomitata a Riise). Giusti i gialli a Colucci (da dietro su Totti), Nagatomo (proteste), Piangerelli (non rispetta la distanza), Okaka (da dietro su Schelotto) e Totti che cerca di farsi giustizia da sé al 44. nieri appare esagerato. Di quella formazione-tipo ne rimangono sei. Con Lauro squalificato, il superstite in difesa è Ceccarelli, poi ci sono Colucci e Parolo a metà campo e i gioiellini dattacco, le ali Schelotto (che però delude) e Giaccherini. Pellegrino, Van Bergen, Nakatomo, Appiah e Bogdani le new entry (si fa per dire, qualcuno è una vecchissima conoscenza), così che Argentina, Svizzera, Giappone, Ghana e Albania hanno il loro bel rappresentante. Un 4-3-3 che spesso diventa 4-5-1, una squadra corta e una corsia, quella di sinistra, sufficiente almeno per un tempo a tenere in costante apprensione la Roma. Nakatomo e Giaccherini messi luno sopra laltro fanno un giocatore intero di calcio, malaltezza (Maradona e Messi insegnano) può anche contare poco. Corsa maanche qualità, i due ne combinano di tutti i colori e per Cassetti e Mexes, poco assistiti da Menez, saranno spesso dolori. Ficcadenti raccoglie leredità di Bisoli senza cambiare lanima di una squadra che tra Ceccarelli, Parolo, Giaccherini e Schelotto mostra qualche faccia nuova, e, cosa che non guasta, qualche passaporto italiano. Alla fine, il pari è più che meritato. E se al posto di Bogdani ci fosse stato un Pazzini, chissà...