La penna degli Altri 27/07/2010 19:28

Arabi e nuovo stadio il futuro della Roma



PIANO CESSIONE  -  Accrescere il valore del club, valorizzarlo e ottimizzarne le risorse, individuare investitori in grado di garantire solidità patrimoniale e stabilità tecnica alla squadra. Questo, sulla carta, il piano della banca d'affari che vorrebbe cedere la società solo dopo aver potuto scegliere la proposta più importante in un ventaglio di offerte. Lo sguardo verrà rivolto a oriente (sempre in piedi l'ipotesi araba legata al principe saudita Al-Waleed bin Talal e al fondo di Abu Dhabi Aabar) ma anche a Roma, dove oltre ad Angelucci sembra tornato di estrema attualità il nome di Angelini, ormai in silenzio dal 12 novembre quando in un comunicato del gruppo controllato dal magnate farmaceutico si ribadiva l'interesse per il "rilancio della Roma calcio mediante un importante investimento nella stessa". Inoltre verranno sondati vari gruppi internazionali (si parla di una società belga) e non. Il 67 per cento della società giallorossa in mano alla nuova Newco Roma (51 per cento Italpetroli, 49 per cento Unicredit) è stato valutato 100 milioni. In caso di vendita a un valore superiore, ai Sensi andrà il 5 per cento dell'eccedenza. Di fatto, il valore totale del bene è da stimarsi- almeno  -  in 150 milioni. Per poter fare un'offerta, si parte da qui.



UN PIANO PER LO STADIO  -  L'attenzione di Rothschild, però, è indirizzata anche sul discorso stadio di proprietà. Un' idea che prescinde dal progetto (progetto?) presentato da Rosella Sensi lo scorso 29 settembre e dall'accordo siglato ventiquattro ore fa dal numero uno della Roma e da Piergiorgio Peluso (ad di Unicredit corporate banking) a Milano. Il piano su cui Rothschild Italia starebbe lavorando prevede il coinvolgimento di investitori esterni al progetto-Roma e autorità politiche del territorio, affidando la pianificazione ad una società esperta nel settore. In passato, per il progetto della famiglia Sensi era stata coinvolta la ISG. Rothschild potrebbe optare per un altro gruppo internazionale, già contattato ai tempi di George Soros. L'obiettivo è quello di garantire autonomia economica al club e invogliare i soggetti interessati all'acquisto, che non dovrebbero sostenere il progetto singolarmente, ma potendo contare su una struttura già predisposta. Per la realizzazione di un bene in grado di trasformare la Roma in un piatto ancora più appetibile.