La penna degli Altri 26/05/2010 14:21
Tutto genio e sregolatezza
L'Inter pensa che il peggio sia ormai alle spalle e lo riporta a casa nel mercato «riparatore» del gennaio 2004 in occasione del quale riscatta anche l'altra metà del suo cartellino (circa 15 milioni di euro). Rientra realizzando nove gol nelle ultime sedici partite della stagione annunciando quello che sarà poi il suo anno migliore con la maglia dell'Inter. Nella stagione 2004/05 Adriano realizza 28 gol: 16 in campionato, 2 in Coppa Italia e 10 in Coppa dei Campioni (preliminari compresi). Alla fine della stagione l'Inter conquista la Coppa Italia contro la Roma, contro cui Adriano segna due gol decisivi nella partita di andata. È la sua consacrazione, che lo mette nella lista dei migliori per la stagione successiva dove diventa uno dei punti di riferimento offensivi della squadra nerazzurra allenata da Mancini. Ma inizia ad andare a corrente alternata.
Grande girone d'andata (c'è anche una doppietta al derby), ma crisi nera in quello di ritorno nel quale riesce a segnare un solo gol in campionato e un altro in Champions. È solo l'anticipo di una crisi che scoppia in tutto il suo fragore l'anno successivo: cosa che spinge la società nerazzurra a rispedirlo qualche giorno in Brasile in cerca di tranquillità. Ma i giorni passano rapidamente e Adriano a casa non trova la serenità sperata: tornerà dopo nove mesi (dopo esser stato più volte ripreso per i piedi da serate «divertenti»), ma non sembra essere più lo stesso. Così, dopo un altro avvio di stagione devastante, viene di nuovo rispedito in Brasile: stavolta in prestito al San Paolo. Mossa che appare vincente perché Adriano torna a giocare e segnare con regolarità.
Quindi il ritorno all'Inter: è giugno del 2008 ma rientrerà in campo con la maglia nerazzurra solo a settembre, alla prima gara di Champions, segnando il gol del 2-0 finale contro i greci del Panathinaikos. È la 17esima rete in Champions con l'Inter e diventa così il miglior marcatore di tutti i tempi della squadra nerazzurra nella massima competizione europea. Con Mourinho rapporto stellare anche se il portoghese lo lascia più volte fuori per i suoi ritardi agli allenamenti. Un rapporto fatto di amore e odio che si incrina di nuovo più volte e s'interrompe quando, dopo una convocazione della Seleçao, Adriano non torna in Italia: qualcuno lo dava anche per morto. ma lui riappare e annuncia: «Per ora smetto, ho perso la felicità di giocare». Il resto è storia recente con un rientro in grande stile e con i successi nel «suo» Flamengo, prima del blitz giallorosso a Rio de Janeiro: con lui tutto può succedere.