La penna degli Altri 27/05/2010 12:08
Le parole di De Rossi aprono un dibattito di estrema attualità
E un putiferio, non più controllabile. C'è imbarazzo anche a casa azzurri. Circa un anno fa lo stesso ct Marcello Lippi aveva espresso perplessità sull'iniziativa, anche se aveva usato parole meno definitive. E il Viminale, anche in quel caso, non accettò la presa di posizione. Interviene il ministro Maroni:
« Dichiarazioni che non condivido. Si tratta di un persona che andrà a rappresentare l'Italia ai Mondiali, un personaggio pubblico che ha un certo seguito. Uno si sforza tanto di mandare dei messaggi positivi» .
Il capo della Polizia, il prefetto Antonio Manganelli, si dice « indignato: e non certo perchè ci sia qualcuno che non condivide una certa iniziativa, esprimendo un più che legittimo dissenso. Quello che mi indigna è la volgare strumentalizzazione di un occasionale episodio, certamente riprovevole, oggi al vaglio della magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e poliziotti che darebbero anche la vita per difendere tutti» .
Così il segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia ( Anfp) Enzo Letizia commenta le dichiarazioni di De Rossi: «Sono parole gravi e offensive. Auspico che De Rossi faccia un ottimo campionato del mondo, senza incorrere in falli da espulsione, anche perchè il mondo ci guarderà in diretta. Chi è senza colpa scagli la prima pietra» . Sulla stessa linea di frequenza anche il segretario del Sindacato autonomo di polizia ( Sap) Nicola Tanzi: «La tessera del tifoso non solo è necessaria, ma servono pene più severe. Sono necessarie misure legislative che prevedano la detenzione in carcere per chi delinque durante le manifestazioni sportive. E ora di mettere mano ad una norma di legge
- ribadisce il Sap - che aggravi la pena e che non consenta la sospensione condizionale della pena per chi si rende protagonista di incidenti e violenze durante le manifestazioni sportive».
In serata, arrivano le scuse di De Rossi: « Ho usato un'espressione infelice e me ne scuso, le generalizzazioni sono sempre sbagliate». Forse il caso è chiuso. O forse no. De Rossi ha fatto un passo indietro. Si è accorto della gaffe, ha inserito la retromarcia. Paradosso finale: oggi la Figc presenta il progetto « Vivo azzurro » e la tessera del tifoso azzurro. Si chiama tempismo.