La penna degli Altri 15/04/2010 09:06

Tutti i segreti di casa derby

La seconda Entriamo in quello giallorosso. E scopriamo che la prima delle 25 sedie, sulla sinistra, è quella di Toni, la seconda quella di . Ci spiegano che fino a poco tempo fa era alla prima sedia, poi ha scelto la seconda. Tra loro e la porta c’è la lavagna dove Ranieri appunta schemi e azioni. Per ogni posto, un paio di stampelle e un piccolo armadietto rosso, con serratura per il beauty e gli oggetti personali. Al centro dello stanzone, un tavolo-cubo con lo stemma della società. Un piccolo corridoio porta poi alla stanza dell’allenatore, con servizi riservati, di fronte c’è un tavolone rosso che immette alla zona-phon, alle docce, alla stanza massaggio, ai bagni. Tutto open space, comunitario. Qua e là contenitori per la racconta differenziata.

25 sedie Lo spogliatoio laziale non è speculare anche se le dimensioni sono le stesse. La porta con a fianco lo stemma della società chiude il corridoio. Entriamo. Sulla sinistra si apre lo stanzone biancoazzurro: anche qui 25 sedie, identiche a quelle giallorosse, stessa disposizione, anche l’arredamento non cambia. Il cubo al centro ripropone ovviamente l’aquila laziale.

Numeretti Differenze però ci sono. Innanzitutto manca la lavagna, ci spiegano che i laziali non la vogliono, è stata quindi riposta in un magazzino. E sopra ogni posto c’è un quadratino di nastro adesivo bianco con, a penna, i numeri della maglia dei giocatori. Salta agli occhi anche la diversa luminosità dovuta a una grande parete curva di vetro che delimita la zona docce da quella dei phon, dei massaggi, dei servizi. Anche qui, raccolta differenziata. Come del resto in tutto l’Olimpico.

Pancia Immaginiamo le squadre pronte a entrare in campo. La Lazio si avvia da sinistra, la Roma da destra verso un’ampia stanza abbellita da alti fiori finti che immette ad una scaletta rigorosamente divisa per due: a destra scende la Roma, a sinistra la Lazio. Il cortile sottostante è comune, ma poi le scalette che immettono sul prato e alle panchine sono speculari. Dalla pancia dell’Olimpico al tripudio della folla, delle curve, dei cori. Poi è derby.