La penna degli Altri 20/04/2010 11:58
Roma nasconde la guerra del derby

«Non succede ma se succede...». Persino quel che è accaduto prima e dopo il derby, a Roma, incidenti, feriti, arresti, sequestro di un arsenale, viene trattata come materia appartenente a un altro pianeta. «Che non rovini la bellezza del derby» intervengono lonorevole Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e il sindaco Alemanno, preoccupato che provvedimenti disciplinari possano finire sulla testa di Roma e Lazio, «bisogna perseguire i violenti, non le società» il suo appello accorato, «non deformare la fine del campionato», per carità, tutti garantisti, tutti interessati a non rompere la magia. Lunica coda velenosa a quel dopo derby triste e malinconico è nelle parole di Ledesma, purgate di un avventato giudizio sullarbitro, e riferite appunto al comportamento di Totti. «Bisogna saper perdere ma anche saper vincere» la chiosa dellargentino.
Ecco cosa succede a Roma quando lo scudetto può essere a un passo, lInter staccata di un punto e tutta la passione sbarca persino nelle edicole, giornali che conquistano promettenti fette di lettori, per sondare gli eventuali sviluppi legati per esempio alla rissa finale, sul campo, maturata, dicono i laziali, per colpa del gesto di Totti alla sua curva (pollice verso a mo dei romani del Colosseo), per responsabilità di uno sgambetto di Radu (nei confronti di Perrotta) secondo i romanisti. Improbabile la squalifica su prova televisiva: non è applicabile, manca la violenza sfuggita allarbitro. A far testo la relazione degli inviati della procura federale, semmai. «Forse è un vantaggio, così Totti gioca in coppa Italia e non sintruppa con Toni» commenta un addetto ai lavori che non può certo figurare. La disposizione, altro provvedimento utile alla scaramanzia, prevede infatti che lunico incaricato di parlare rimanga Claudio Ranieri, tutti gli altri, compreso Francesco che gode di un sito personalizzato, zitti e mosca.
Meglio rifugiarsi allora nellentusiasmo misurato di Gianni Petrucci, presidente del Coni, che avanza deciso per definire lultimo torneo «il più bel campionato degli ultimi 10-15 anni». Magari è un pizzico esagerato che altri campionati, combattuti punto a punto fino alle ultime cadenze, meriterebbero la stessa dignità ma si sa che il gran capo dello sport tende a marcare il profilo del calcio sottratto al dominio per non dire dittatura neroazzurra. Piuttosto è sincero e meritato il voto assegnato a Tagliavento, larbitro del derby uscito tra lodi sperticate e riconoscimenti solenni. «É stato il migliore in campo, e voglio dire bravo a Nicchi e Collina: abbiamo una classe arbitrale rinnovata e competente» la frase di Petrucci che forse è il vero contributo anti-calciopoli del presidente del Coni, rimasto sotto copertura in questi giorni, invece di stroncare, come pensa davvero, quel disastroso interregno di Guido Rossi commissario della federcalcio nellestate del 2006.
«Non succede ma se succede...». Forse è il caso di prepararsi a qualcosa daltro. E allora il coinvolgimento di Sabrina Ferilli, madrina dellultimo scudetto romanista col bikini color oro al circo Massimo. «Se la Roma vince faccio anche il da da umpa assieme a Simona Ventura. Io ci metto i costumi, lei la coreaografia: tutte e due non siamo male».