La penna degli Altri 19/04/2010 11:36
Ave Vucinic: Roma doppio sorpasso. E alla fine rissa e sangue.

Balle. Una rivoluzione come quella di ieri, colonnelli come Capello e Mourinho non lhanno neppure concepita. Taddei (entrato per Totti) si procura il rigore dell1-1; Menez (entrato per De Rossi) raccatta la punizione del 2-1. Così, da una Roma affannata, che non ha spedito altro di pericoloso tra i pali in novanta minuti, Ranieri è riuscito a mungere una vittoria forse determinante. E ancora primo. Tanto onore a lui. Tridente A suggerirgli la sterzata dellintervallo è stato il rimorso per la scelta iniziale del tridente nobile (Totti, Toni, Vucinic) che la piazza voleva. Toni ci era rimasto male per lesclusione con lAtalanta, Totti passeggia, maè Totti... Ranieri si è adeguato e ha pagato per un tempo. Lidea è di raggiungerli il più in fretta possibile per consentire loro di giocare uno contro uno contro i tre difensori di Rejia. Ci sta, ma il progetto costa caro, perché i tre non aiutano e la folta mediana laziale fa prigionieri in mezzo. I due tiri di Ledesma a inizio partita segnalano una libertà pericolosa. E infatti al 14 lideologo argentino spalanca la strada a Rocchi, che non sbaglia. Ola ad Appiano per lerrore di Burdisso. Con le gambe piombate dalla tensione, la Roma non riesce a smuovere gli esterni (come invece fa bene la Lazio) e a trovare le idee di Pizarro. Solo lanci lunghi per To-ni, come se la palla scottasse. Irriconoscibili Totti e De Rossi, che si fanno ammonire e rischiano lespulsione per sbracciate isteriche. Ranieri intuisce che i due «romani de Roma» vibrano più degli altri e li sostituisce con due stranieri. Non è un caso che il carnefice sia stato Vucinic. Andate a rivedervi lingresso dei giallorossi allOlimpico: tra tante mascelle tese, il montenegrino è lunico che sorride con le cuffie alle orecchie. La rimonta ha una spiegazione anche tattica: il 4-2-3-1 della ripresa ha riequilibrato i numeri a centrocampo e immesso corsa. La Lazio, avvilita dallerrore di Floccari, non ha più trovato gli spazi di prima e ha sparato a salve, nonostante lingresso di Zarate e Cruz. Ora la classifica è bruttina. Per guarirla, la Lazio, tra un paio di turni, rischia di fare più male allInter, più di quanto ne abbia fatto ieri.
Ultimo dato: la vergogna davanti ai violenti scontri finiti nel sangue e per la rissa finale in campo. Sarebbe utile che i giocatori in campo tenessero a freno i nervi e i pollici. Non serve altra benzina.