La penna degli Altri 31/03/2010 09:40

Roma, dal 2001 al 2010 quante somiglianze

Cose in comune: profilo, lineamenti e volto da antico romano, pragmatismo, solidità, concretezza e capacità nell’allestimento di squadre particolarmente quadrate. Il palmares del ct dell’Inghilterra è di parecchio più ricco di quello del tecnico di San Saba:�7 7 (8 con lo scudetto revocato alla nel 2004/2005) campionati tra serie A e Liga, 4 edizioni della Supercoppa italiana, una e una Supercoppa Europea contro una Coppa Italia, una Coppa del Re, una Supercoppa italiana, una Supercoppa Europeae un trionfo nell’Intertoto.

Uno scudetto sulla ruota di Roma per entrambi metterebbe d’accordo tutti su un certo grado di somiglianza tra i due. Juan, invece, da molti viene paragonato ad Aldair, ma nella Roma di oggi è un po’ quello che è stato Samuel per la Roma del terzo scudetto: la colonna al centro della difesa. Sulla sinistra allora c’era un romano adottato e adesso ce n’è un altro: Candela e Riise, un francese romano e un norvegese romano. In attacco, con  unico anello di congiunzione tra una Roma e l’altra, il paragone che viene in mente a tutti è quello tra Batistuta e Toni. Gol importanti e tanta presenza nell’area avversaria. «Con l’arrivo di Toni la Roma ha ritrovato l'attaccante che mancava dai tempi del Re Leone», la frase più ascoltata al momento dello sbarco del bomber emiliano nella Capitale.

Vucinic, invece, ha un altro compito abbastanza difficile: racchiudere i pregi di Montella e Delvecchio in un colpo solo. Mir�kjkkko lo ha già parzialmente fatto: numeri, i guizzi e quel quid in più degni delle orme tracciate dall'Aeroplanino. Adesso dovrà dimostrare di saper fare anche SuperMarco. Il tridente Toni-- Vucinic passerà per la disponibilità nel sacrificarsi e nel garantire equilibrio che il montenegrino saprà fornire alla squadra. Un po’ quello che fece Delvecchio con i vari Batistuta,  o Montella