La penna degli Altri 27/03/2010 10:35

Pranzo con amatriciana e maxischermo «Se va come deve, mollo tutto e torno»

 
Insomma una full immersion. A tutto vantaggio dei soci del club (sono già una cinquantina, compresi i 15  fondatori tra cui il presidente, l’avvocato Giovanni Peluso) e dei turisti che si vedranno la partita con l’Inter davanti a un bel piatto di amatriciana. Perché la supersfida lì inizia all’una (da loro è già entrata l’ora legale, che da noi scatterà la prossima notte, e ci sono 5 ore di fuso), in tempo per il pranzo. Scaramanzie particolari?
«Ognuno ha il suo posto – dice Simone -, non si sgarra». E se segna la Roma che fanno gli americani?
«E che devono fa’? Più che altro c’è da chiedersi cosa facciamo noi. Al gol di Riise con la , a
due persone che stavano al tavolo gli ho fatto "lo stravede", come si dice a Bolzano. Dopo gli ho dovuto chiedere scusa dieci volte. Io dal ’93 al 2005 le ho viste tutte, in casa e in trasferta. Non potete capi’ quanto c’ho speso per la Roma. E quanto me manca la Capitale. Che tempo fa lì? Qui dicono che
la primavera sta per arrivare, ma stanotte forse nevica».
 
A proposito, ma l’amore per la Roma da dove nasce? Perché la nonna di Simone, la sora Lella, era della Lazio, o almeno così si dice? «Mah, la verità e che il marito di sua sorella lavorava con Lenzini e quindi nonna sentiva sempre parlare della Lazio, ma non è che fosse tanto tifosa. Nonno invece era della Roma, ma il vero tifoso era mio papà, che m’ha trasmesso lo spirito dei suoi amici di Campo de’ Fiori». Mi raccomando, se va come tutti speriamo, fateglielo vedere agli americani che vuol dire la passione per questi colori. «Tranquilli, lo striscione è già pronto».