La penna degli Altri 27/03/2010 10:14

Ora o mai più

 

Un vantaggio che, con solo altre sette partite da giocare, potrebbe diventare pesante, se non decisivo. Se l’appuntamento dell’Olimpico tuttoesaurito (previsti oltre 70 mila spettatori, tra abbonati, paganti e ingressi di favore) è delicato per la Roma, lo è altrettanto, se non di più, per l’Inter che dalla passata estate è quasi obbligata a centrare il quinto scudetto di fila. A conti fatti, la Roma - pur cercando la vittoria - non deve assolutamente perderla, perché una sconfitta significherebbe azzerare quanto fatto di buono, anzi di ottimo dalla trasferta di Udine dell’ottobre scorso, cioè quattordici vittorie e sei pareggi.

Ma, vista l’opportunità, non sarebbe meglio fare di tutto per vincere anche a costo di perdere? Chi pende dalla parte della moderazione spiega che la Roma non deve giocare in chiave puramente difensiva, ma con attenzione, abbinando la testa alla tattica. Chi la pensa in maniera opposta urla: ma se non ci prova stavolta, quando ci riprova più? Al di là delle scelte tecnico/tattiche di Ranieri, ciò che conterà maggiormente sarà la capacità della Roma di stare dentro la partita.

La partita dell’anno, è stata definita: in realtà, la super sfida da due milioni di telespettatori sparsi in ogni angolo del mondo potrebbe - con qualsiasi risultato - non rivelarsi così determinante ai fini del verdetto finale. Per la Roma, però, rappresenta indubbiamente la ghiottissima, quasi insperata occasione per tentare di raggiungere un obiettivo che il 31 agosto scorso, giorno delle dimissioni di Luciano Spalletti, sembrava utopia allo stato puro, e non solo per gli zero punti in classifica.

E, allora, non vale la pena tentare il tutto per tutto? Roma o mai più, insomma. Con l’aiuto di quei 70 mila e passa tifosi. Perché, anche se in Casa Inter nessuno lo dice, un pareggio starebbe più che bene al taciturno Mourinho. E’, al di là di tutto, la partita di Ranieri che è riuscito nell’impresa di trasformare la Roma svuotata psicologicamente e dalle gambe molli di inizio settembre in una Roma che se la gioca a petto in fuori contro qualsiasi avversario. Con due o tre punte. Con il centrocampo a rombo o con l’albero di Natale oppure con lo spallettiano .

Una Roma che ha saputo fare a meno di tutti e che adesso può sorridere pensando al ritorno eccellente di . Il tecnico testaccino, ieri, ha fatto pretattica sul conto del capitano, cioè non ha voluto anticipare nulla in merito al suo impiego (o meno) ma la cosa che conta realmente è che sia stato convocato, segno che sta bene. Ci fosse dal primo minuto, la pattuglia degli italiani del top match del campionato italiano salirebbe a cinque, tutti in maglia giallorossa: l’Inter, che ha lasciato ancora una volta a casa il tifoso milanista Balotelli, si annuncia in versione più che mai internazionale e senza italiani tra i titolari. Arbitra Morganti: con lui l’Inter ha vinto sei volte su sei in trasferta.