La penna degli Altri 29/03/2010 09:22
Delirio Roma

THE DAY AFTER - Il day afterdi Roma-Inter è un giorno dopo che non finirà fino a Bari. Al San Nicola ci saranno almeno cinquemila romanisti - con la deroga per il settore ospiti - per un viaggio che comincia a somigliare a quello epico del 2001 (Ave Roma le legioni ti salutano, cera scritto quel pomeriggio dellultima Odissea). Il giorno dopo Roma-Inter si è è entrati nel sogno veramente, e non è solo retoricaccia : è che il tifoso romanista adesso vive in un tempo sospeso, dove qualsiasi cosa gli capiti, diretta o indiretta, viene e verrà rapportata a Barreto o a Etoo, al calendario dellAtalanta e ai bioritmi del Cska, e sempre con quei ricordi che saffollano, sempre più velocemente, del83, di quello scudetto color luce di Falcao, e quello più rosso del 2001. Con voci
che si tornano a sentire, magari nel mezzo della notte, come incredibili anticipazioni (giocherà Chierico?), vecchi amici che si ritrovano, cuori più leggeri, ma respiro sempre più serrato. In città cè qualcosa nellaria da ieri notte. Si sente. È forte. Forza Roma.
TESTACCIO,PONTE MILVIO,VILLA BORGHESE - Allo scoccare dellora legale il tempo a Roma sè fermato. Tre fotogrammi (avete presente gli "stop" da ragazzini, o quelli nel cartoon del "Fantastico mondo di Paul"?): a Testaccio dove in settimana aveva aperto la nuova sede di un club che è lanima del tifo di questa città, la gente è scesa in piazza, bandiere, cori e cuori. Contemporaneamente in un locale a Ponte Milvio erano a cena De Rossi, Toni e Riise. Si parla di delirio nella piazza antistante con tifosi arrampicati ai cancelli a cantare un vecchio canto, il più caro: "Vinceremo, vinceremo il tricolor". Nel frattempo il Capitano aveva chiamato alladunata la squadra che in un locale, il Babel Roma, dalle parti di Villa Borghese ha festeggiato una vittoria dal sapore antico. Cerano Doni, Baptista, Artur, Vucinic, Perrotta, Juan oltre a Toni, Menez e De Rossi. Applausi allingresso e poi festa. Se possibile è un altro segno, il più evidente, dellunità di squadra, del «grande gruppo» di cui ha parlato sabato sera il Capitano. E così, con sapori da John Travolta, che ha sfebbrato il sabato sera romanista. Tutto attorno qualche carosello al centro, poi a dormire poco, non solo per lora legale, ma per gustarsi questo giorno dopo. Il lunghissimo ieri.
"HO PERSO 2-1 RUBANDO" - Euno degli slogan più efficaci che sono girati tra i vicoletti. Qualcosa di notevole è anche il gruppo su facebookintitolato al "Palo di Milito" che racchiude in sé un po una nuova filosofia di vita, di quelli che hanno scoperto limmortalità - o la fede - al 95 di Roma-Inter. Ovviamente cliccatissimi i vari youtube a tema, "il pannolone" di Zampa, abbonamenti repentini a Inter Channel (notevole lintervista disperatamente consolatoria di Scapini a Milito) e prenotazioni ai vari negozi di Sport per comprare più parastinchi possibili. Solo per dare un bacio. O dire un grazie.
GRAZIE ROMA - La cosa più bella arriva alla fine, ed è anche quella più importante. La vera festa lha fatta Roma: settantamila persone, con tanto di interisti presenti, e nessun incidente. Ma non solo. Sabato è stato come una volta era andare allo stadio, tanta gente, tanta tanta gente con la stessa intensità. E questo il miracolo del calcio, e della Roma in particolare. Uno stadio che ha attraversato la luce naturale con la quale è
iniziata la partita fino ai riflettori della sera, ed elettricità nellaria, la stessa di tanto tempo fa. Una cosa nuova è successa: tutti hanno cantato non solo linno ad inizio partita, Roma Roma, ma anche il Grazie Roma finale. Come una volta, come ai tempi del pallone prima del calcio moderno e dellera iper-tecnologica. Daltronde lInternet aveva appena perso sbattendo contro un povero benedettissimo legno. P-a-l-o.