La penna degli Altri 27/03/2010 10:53

Claudio il freddo «Saluterò José. Basta e avanza»

NIENTE FORMAZIONE Ranieri si è lasciato andare solo all’ultima domanda. Il resto è stato una diga. A cominciare dalle possibilità di di partire dall’inizio («è stato convocato, quindi può giocare»), proseguendo con gli unici aggettivi sprecati per definire il suo stato d’animo («emozionatissimo e tesissimo»), fino al tentativo quasi pietoso di avere ragguagli sulla formazione («inutile che ci girate intorno, tanto non dico nulla. Non ho mica l’orecchino al naso»), dando solo la notizia, bontà sua, che «ho già deciso tutto». Ma l’ermetismo si dissolve quando gli viene chiesto chi rischi di più: «La Roma deve essere leggera, consapevole della propria forza. L’Inter è una superpotenza. Non possiamo essere come loro. Rischia di più l’Inter perché è la più forte e deve vincere lo scudetto. Noi non rischiamo niente. Se perdiamo, pazienza. Ma se l’Inter molla, noi dobbiamo essere pronti a cogliere l’occasione». Conta solo vincere, stavolta? «Noi giocheremo per i tre punti, ma può andare bene anche un pareggio». Tradotto: non ci butteremo all’assalto e questo autorizza a pensare che la squadra sarà studiata per una partita tattica emuscolare «anche perché all’andata picchiarono». E quando oggi incontrerà Mourinho? «Lo saluterò». Basta? «E avanza», la risposta secca. Furbo, Ranieri, quando parla della designazione di Morganti: «Mi dà fiducia. Farà una gran partita. In gare come questa, viste in tutto il mondo, gli arbitri vogliono dare il meglio». Quando hai 59 anni, sai benissimo come trattare gli arbitri alla vigilia di una grande partita. Altro che bollito.