La penna degli Altri 14/03/2010 09:48

Claudio facce sognà

Potete dunque immaginare come tremassi all’idea che il mio insediamento come direttore avvenisse proprio nel giorno di Roma- Milan: come in un incubo il mio editoriale di presentazione m’appariva in una prima pagina dominata da un titolo che parlava di una brutta sberla. E invece non è andata così: un pareggio – come si dice a Roma – “bono come er pane”, viste le condizioni dei nostri ragazzi e un Milan assai diverso da quello visto contro il Manchester. E così ho titolato come in un fumetto: “Fiuuuu…”: a indicare il mio sospiro di sollievo al 90° e quello, credo, di tutti voi. E poi, il “Grazie Etna” – a proposito: un grandissimo abbraccio di ringraziamento ai miei carissimi amici-fratelli catanesi Antonio, Toto, Carluzzu, Giusy, ai siculotedescoromani Max, Ilaria, Fritz e alla siculo tedesca Constance - che riapre il campionato e impone alla Roma di fare a Livorno quel che ieri le ha chiesto tramite il nostro giornale il grande Marazico: “Vai e Vinci” – a proposito bis: da coetaneo, un grandissimo augurio di buon compleanno a Bruno Conti.

Mister Claudio, con quella faccia da romano e romanista, è chiamato a Livorno a un’impresa complicata (nelle quali però è specialista): non levarci il sogno che non oso nominare, tenendoci però saldi con i piedi a terra. Il che vuol dire che, se metti in campo il trio delle meravigl e, il centrocampo dovrà farsi un mazzo così per proteggere la difesa. Secondo me, però, recuperata la piena forma di tutti, nella fase finale del campionato, “se po’ fa’”. Soprattutto se il risultato di domenica rilancerà le nostre ambizioni in un finale di campionato al cardiopalma dove bisognerà andare in campo per vincerle tutte, ma proprio tutte, a cominciare dalla sfida diretta con la capolista. E senza dimenticare, l’obiettivo della Stella D’Argento della decima Coppa Italia. in questa prima settimana, il titolo che però amo di più - anche perché non è mio ma di Dado Giannini – è quel “Mamma Roma” con la foto di Nannarella nostra nel giorno dedicato alle donne. La Roma e Roma: femmine che ti fanno perdere la testa. E io - sempre da meridionale doc - tengo il sangue caldo. Questa passione cercherò di trasmetterla ai miei collaboratori e a voi lettori e lettrici, che mi avete mandato tanti messaggi di auguri e di incoraggiamento.

Ringrazio i “Vip” che hanno voluto augurarmi buon lavoro (molti di loro li r troverete spesso sulle nostre pagine) ma soprattutto sono grato a tutti i “Vnp” (Very normal people) che mi hanno scritto: quelli che non hanno mai smesso di leggerci, quelli che sono tornati a farlo e quelli che l’hanno fatto per la prima volta. A tutti loro prometto prestissimo, diciamo dopo Pasqua, un giornale nuovo, con più pagine e più argomenti, a cominciare dalla cronaca cittadina, e un sito che sia sempre più la voce di una comunità (quelli che “masticano ‘e lingue” dicono “community”) di tifosi e lettori. Un ringraziamento particolare a tutti quelli che mi hanno criticato: comprendo il loro disorientamento per un repentino cambio di proprietà e di direzione.

A loro voglio solo dire di giudicarmi dal giornale che farò perché il mio obiettivo è solo quello di fare un giornale più grande e più bello che conquisti un numero sempre maggiore di lettori e che torni a essere la voce dei “tifosi più tifosi del mondo”. Ho già detto quale sarà l’atteggiamento di questo giornale nei confronti della proprietà del a Roma: di rispetto anzitutto, e poi di incoraggiamento per la difficile opera di risanamento economico in cui è impegnata Rosella Sensi con tutto il suo team, da Montali a Conti a Pradè; di critica quando riterremo che si commettano errori (tipo quello di non aver preso un signore che si chiama Diego Milito). Quello che non troverete mai sul mio giornale sono ostilità preconcette, insulti, accuse cervellotiche a Rosella Sensi o a chiunque altro. Questo giornale vuole raccontare una squadra di calcio e una à che soffre, sospira e sorride con lei. Con quella furia che un eccesso d’amore può scatenare, ma che non deve mai fare del male all’amata. Per questo ho detto e ripeto: per me società, tifosi e squadra devono stare tutti dalla stessa parte. Tutto questo avverrà alla luce del sole e potrete giudicare. Gli unici che non ringrazio, sono coloro che - infischiandosene della mia storia professionale che documenta anni di inchieste su temi scottanti e rischiosi senza mai cedere un millimetro, di battaglie co dotte quando non era così facile farle - hanno messo in discussione la mia autonomia con insinuazioni che rivelano solo la bassezza di chi le fa. A costoro rispondo ora e una volte per tutte, con le parole che ha scritto un lettore: “Ma fate pace cor cervello!”, se ce l’avete, aggiungo io.