La penna degli Altri 27/03/2010 09:51

Caro Olimpico ti scrivo

Vecchio Olimpico, tra i due solo io ricordo la prima volta che ti sono venuto a trovare, ma è meglio che me la tenga per me, trentuno anni dopo, anche perché i nerazzurri si chiamavano Atalanta e De Nadai crossava per Pruzzo, salvandoci… Lasciamo perde va’, anche perché mi sembra ancora tutto uguale, almeno là fuori: tutto comincia col profumo che viene dal camioncino dei panini, che non ho mai capito se prevale la cipolla o l’olio combustibile, tutto inizia su Viale Dei Gladiatori, per me che cerco di parcheggiare dall’altra parte del ponte. E’ dal 1979 che, appena comincia quella passeggiata di marmo, mi viene da correre, arrancare quasi, come se ad ogni passo la tua schiena con su scritto “Distinti Sud” si allontanasse, sfuggendo.

Poi si entra, tra tappi e spiccioli trattenuti e il tornello è un capogiro, pare una delle capocce di Hellraiser, per chi ricorda il film; il terreno di gioco è sempre una prima volta verde smeraldo, pure quando l’erba è bruciata e quando alzo lo sguardo, verso quell’ellisse di cielo prigioniera del plexiglass, penso che vorrei recuperare un’ora di quand’ero ragazzino non per fare chissà che, che mi diverto di più adesso, ma per ritornare un’altra prima volta allo stadio. Certo t’hanno fatto ‘sti seggiolini che alla fine della partita so’ più rattrappito d’un fachiro…Però…BOOOM! Ah, niente, il primo bombone, ogni volta mi prende un colpo…

No, dicevo, lo sai che qualche volta t’ho tradito? Oh, col pensiero eh! Una volta stavo a Liverpool, Anfield Road, che a te starebbe stretto di spalle, dove il seggiolino del settore ospiti, Lower Tier, è pieghevole come una sdraio da mare e gli hot dog sanno veramente di pane e wurstel…Un’altra volta al Santiago Bernabeu, dove pensavo che il calcio d’angolo dovessi batterlo io, da quant’ero vicino. Vabbè, mica te la sarai presa, nessuno è perfetto, manco te, che me vendi la Ferrarelle a quattro Euro e me mandi il parcheggiatore direttamente sotto casa, così è sicuro che non sfuggo. So’ trent’anni che me fai vede’ i giocatori piccoli come quelli del Subbuteo, però è pure vero che l’ho sempre visti così e quando ho incominciato ad andare in casa d’altri e li vedevo da vicino era come se mi mancasse qualcosa.

Scusa se ho mischiato italiano e romanesco eh, mi succede sempre quando parlo con un vecchio amico che sa tutto di me; l’importante è che tu sappia che, anche quando avrò lo stadio nuovo, polifunzionale e cazzi vari (se potrà di’, in prima pagina?) io seduto comodo comodo, a due passi dal terreno di gioco, rimpiangerò qualcosa di questi tempi, che più me lamento e più te vengo a trova’. Anche perché, se ce penso bene, io c’ho avuto solo te, Olimpico e se mi sei andato bene fino adesso…Senti, non voglio diventare sdolcinato, s’èfattogiàtardi. Ah, sebeccamo a ‘a palla, ovvio!