La penna degli Altri 25/03/2010 08:50

Bene, Bravi. E ora l'Inter

 

Dire che il suo principale merito è di aver messo su una squadra di lottatori è poco. Può darsi, non ci giurerei, che abbia sbagliato qualcosa nel primo tempo, Vucinic sembrava un po’ stanco, Menez andava un po’ meglio però non era il Menez di Roma-Udinese, il pressing del era asfissiante. I cambi, però, Ranieri li ha azzeccati alla grandissima. Come fanno soltanto gli allenatori di qualità superiore.

Su Cerci, che tante volte ho criticato, e non da solo, mi ricredo e pubblicamente mi autocritico.

 

Su Julio Baptista proprio no. Nel senso che io, per la Bestia, nutro da tempo un’insana passione, come sanno perfettamente i miei confratelli della tribuna Tevere laterale B, fila 32. Ieri il suo gol (ma non soltanto il suo gol) mi ha ripagato di tante domeniche trascorse litigando con i vicini, e brontolando nei confronti di buona parte della curva Sud, che troppo spesso lo ha ingenerosamente fischiato. Ranieri, ci giurerei, la pensa proprio come me, ieri ha voluto dimostrarlo, e la Bestia (un giorno forse capirò perché mai chiamano così quest’uomo mite e gentile) lo ha ripagato come sa.

 

Cari fischiatori, pentitevi, siete ancora in tempo, ma non avete a disposizione un’eternità: di qui alla fine del campionato sentirete ancora parlare molto di lui. Adesso, aspettiamo tranquilli l’Inter. Siamo secondi a quota cinquantanove, a chi ce lo avesse detto a inizio campionato avremmo dato del matto. Non siamo sazi, ci mancherebbe, ma sereni e soddisfatti sì. Se verrà qualcosa in più, usiamo pure questo eufemismo, impazziremo. Se no, saremo felicissimi lo stesso.