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La penna degli Altri

Ieri l’Europarlamento, adesso gli incontri coi Roma Club

Al meeting si è discusso dell’opportunità di una "carta europea". «Stiamo cercando - ha detto Campanile - di creare un network di Paesi per arrivare a una carta condivisa dell’azionariato. Ma siamo qui anche per confrontarci con realtà molto più sviluppate delle nostre». A Bruxelles, Campanile ha raccontato le sue aspettative. I suoi sogni. Il suo progetto. Più pragmaticamente, quanto il giorno prima aveva spiegato a Palazzo Ruggieri, Roma, Italia.

Nel Paese che non sa cosa sia l’azionariato popolare, Campanile ha lanciato la sua sfida: entrare nel capitale della Roma dalla porta secondaria. Con una partecipazione azionaria di minoranza, ma che dietro potrebbe contare su qualche decina di migliaia di romanisti. E dunque su un zoccolo duro di qualche milione di euro. Il conto si fa presto: ogni quota - annuale, così il tifoso insoddisfatto non rinnoverà - costerà 150 euro. All’estero un po’ meno, 120. E ancora meno pagheranno i baby. Il socio non sarà azionista della Roma, la sua associazione sì. L’effettivo margine di manovra per l’azionariato deriverà dal numero degli iscritti. Più saranno, più forte sarà l’influenza verso la Roma. 

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