La penna degli Altri 15/01/2010 09:52
Quanto vale la Bestia
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Bisogna essere molto attenti e molto bravi, quindi, per cogliere quelle occasioni che si presentano, e poi riuscire a fare un giusto mix tra la necessità di monetizzare e quella di mantenere la squadra a certi livelli.
Con questi presupposti ho già avuto modo di manifestare ampia soddisfazione riguardo larrivo di Luca Toni, scrivendo che le caratteristiche di gioco e le grandi motivazioni dellattaccante emiliano sarebbero state la migliore garanzia per un ottimo rendimento. Toni è costato alla Roma solo lingaggio per il girone di ritorno, ma poi bisognava monetizzare, e siamo passati al capitolo prestiti e cessioni.
Prima Guberti alla Sampdoria, poi Okaka al Fulham, ora Baptista allInter per Burdisso più conguaglio. Questultima operazione, proprio perché una cessione, è stata ieri al centro delle discussioni in tutte le radio e televisioni private. Quanto perde la squadra senza la Bestia? Difficile poterlo stabilire. Personalmente sono stato tra coloro che nellestate del 2008 ha gioito al suo arrivo, perché conservavo ancora vivi nella memoria i due splendidi campionati fatti a Siviglia, le giocate nella Seleçao e, non ultimo, il gol segnato alla Lazio in Champions
League (le tradizioni contano, e non è stato un caso se, a Roma, Julio Baptista ha firmato con un gol decisivo il suo primo derby allOlimpico).
La resa, però, non è stata pari allattesa, vuoi perché il brasiliano è di difficile collocazione (non è una prima punta, non si sente una seconda punta, non rende da trequartista e non è neppure un esterno), vuoi pure perché molto discontinuo e, come tale, capace di passare dalla splendida sforbiciata che ha deciso Torino-Roma a tempo scaduto, allincredibile errore contro lArsenal che ci ha costretti ai calci di rigore e alla conseguente eliminazione dalla Champions.
Baptista, quindi, divide le opinioni. Chi lo ritiene un fuoriclasse (e i numeri li ha), e chi lo ritiene comunque irritante e superfluo per leconomia della squadra. Io lo reputo un giocatore da rosa, un elemento in grado di sostituire le prime linee senza far scadere troppo il valore dei primi undici. Insomma, al contrario di alcuni suoi colleghi che, in assenza dei migliori, mettono in luce tutti i loro limiti, da Baptista puoi sempre aspettarti qualcosa.
E in questottica, quindi, che resto perplesso sulla bontà di questa operazione. Legittime le necessità di una società che deve far fronte alle esigenze economiche, ma la Roma deve anche pensare che la stagione si
è dipanata in modo tale che la squadra è ancora in corsa su tutti i fronti, e vanta concrete possibilità di centrare gli obiettivi preposti a inizio stagione. Un rientro in Champions League avrebbe grande importanza economica (molto più grande del conguaglio nelloperazione con Burdisso) ed una vittoria in Coppa Italia significherebbe un rilancio nel merchandising con migliaia e migliaia di magliette vendute grazie ad una coccarda tricolore e,soprattutto, ad una Stella dargento.
Estendo, quindi, il discorso dellopportunità di una cessione simile, anche ai prestiti che hanno portato a risparmi negli ingaggi di qualche centinaia di migliaia di euro. Mancano appena quattro mesi al termine dei vari tornei, e alla Roma converrebbe investire su se stessa, cercando di mantenere il più possibile una rosa numerosa (che adesso sta diventando esigua) e soprattutto di qualità. Se, come mi auguro, andremo avanti su ogni fronte, ci sarà bisogno di tutti perché sarà inevitabile dover sopperire a infortuni e squalifiche. Immagino che, su questo punto, siano daccordo sia i tifosi che i dirigenti. Se però le necessità saranno diverse, allora non resterà che adeguarci, anche se sarà dura accettare la realtà.