Clicky

La penna degli Altri

Perrotta: «Ce la giochiamo dappertutto»



Sta bene Simone, e si vede. Anche se non dorme granché. Ma stavolta per un bel motivo, l’arrivo del suo secondogenito: «Quando si sveglia, mia moglie mi dice di rimanere a dormire, ma l’istinto paterno mi induce ad alzarmi». Le prestazioni non ne risentono e Ranieri conta su di lui almeno quanto faceva Spalletti. Chi dei due è meglio? «Sono diversi - risponde Perrotta -. Sicuramente Ranieri ha più esperienza, però sono  entrambi ottimi tecnici. Con Ranieri è cambiata la mentalità: ci  dice "mettiamoci bene in campo perché con il potenziale che abbiamo un gol lo facciamo sempre". Con Spalletti era una spasmodica ricerca del bel gioco a discapito degli equilibri in campo anche quando la partita era pressoché decisa. Seguirlo in Russia? Non ho mai preso in considerazione quest’ipotesi, vorrei chiudere la carriera a Roma; da parte mia la volontà c’è ma queste cose si decidono in due. Ho ancora un anno di contratto ed è presto per parlare di un ulteriore prolungamento».



Obiettivi stagionali
? «Con Toni ora abbiamo anche quelle qualità che mancavano alla nostra rosa. C’è umiltà e voglia di arrivare in fondo, vogliamo regalare al nostro pubblico delle grandi soddisfazioni». Sabato in tanti si sono esaltati a vedere il suo duello (stravinto) con Sissoko: «Sinceramente non mi ricordo perché ci siamo presi. Il tunnel non è nel mio bagaglio tecnico, ma ogni tanto mi riesce». Da un successo a un altro, quello in finale di Coppa Italia: «Il gol più bello della mia carriera l’ho segnato lì a Milano con l’Inter. Ce la stavamo  facendo addosso». E l’Inter di adesso che si lamenta per delle stranezze arbitrali? «In passato ci sono state situazioni strane. Ci rimani male. Ma noi continuiamo per la nostra strada».

VAI ALLA VERSIONE DESKTOP