La penna degli Altri 10/12/2009 09:36
Van Gaal: "Se vuole andare alla Roma o in qualsiasi altra squadra può farlo "
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Van Gaal, un allenatore morto e risorto tante volte, ha laria fiera del generale che ha completato la missione. Ma anche tanta voglia di raccontare la notte che alzato il livello di speranze e prospettive. Anche se laltoparlante ha annunciato lultima chiamata per limbarco, lo stratega del Bayern si presta volentieri alla chiacchierata. Tanto lui non si lascia prendere dalla tensione e dalla frenesia: allultima chiamata per la Champions League ha già risposto in tempo.
Van Gaal, analizzando a freddo la partita cosa le resta in mente?
«La soddisfazione di avere giocato splendidamente. Non è mai facile battere la Juventus e le squadre italiane in generale. Soprattutto se vai in casa loro».
Si aspettava di vincere 4-1?
« No. Ero convinto che il Bayern avrebbe vinto, ma non in maniera così larga. E questo rende tutto molto più bello. Per me, per la squadra, per la società. Negli spogliatoi ho detto una sola cosa ai giocatori: bravi, andate avanti così. Devono esserne orgogliosi: non capita tutti i giorni di prendere i complimenti di Van Gaal ».
Come ha distrutto la Juve?
«Avevo preparato la partita con attenzione, naturalmente. Ma poi credo che la chiave sia stata la splendida prestazione collettiva. Abbiamo giocato da squadra. A differenza di altre volte siamo stati ordinati dallinizio alla fine, tenendo quasi sempre il possesso palla. In più, finalmente ho potuto schierare gli stessi uomini per due o tre partite di fila. Questo ci ha agevolato».
Senza Robben e Ribery, per non parlare di Toni, siete stati di una superiorità schiacciante.
«In questi mesi abbiamo dimostrato di saper fare a meno di loro. Siamo abituati. E preferisco parlare di quelli che erano in campo dallinizio e hanno fatto una figura eccellente».
Si aspettava un avversario così debole?
«La Juve è sembrata debole perché il Bayern è stato molto forte. Sarebbe stato difficile per chiunque frenare la mia squadra».
Perché ha tirato Butt il rigore del pareggio? E vero che era la sua terza volta contro la Juve, ma è stato un grosso rischio in un momento così delicato.
« Mancavano diversi tiratori. Tra quelli che erano in campo il rigorista era lui».
Sembrava vicino al licenziamento, adesso è un eroe: i giornali tedeschi urlano che Van Gaal è un genio.
« Ho sempre creduto in questa squadra. Era la critica a non crederle. Oggi tutti sono contenti perché arrivano i risultati. Ma non è un problema mio. Adesso vi dico: se continuiamo a migliorare possiamo raggiungere qualsiasi traguardo. Sicuramente questa vittoria alimenterà la nostra autostima».
Adesso è caduto in disgrazia il suo collega Ferrara, che ha appena cominciato ad allenare. Si sente di dargli qualche consiglio?
«Solo uno: essere se stesso. Soltanto con la convinzione nel proprio lavoro si esce dalle situazioni delicate ».
Tredici anni fa Ferrara era in campo e lei sulla panchina dellAjax. La Juve vinse ai rigori la finale di Champions League. Sente di aver avuto la sua rivincita?
« Beh, quella fu una finale. Per giunta molto aperta. Se arrivi ai rigori e non conquisti la coppa non puoi dire di aver perso: sei arrivato vicinissimo al traguardo. Però in un certo senso (sogghigna, ndi) vincendo a Torino ho chiuso il cerchio».
Ha chiuso anche con Luca Toni. Può chiarire una volta per tutte la situazione?
« Non cè niente da chiarire. Ha detto che vuole andarsene, quindi ora deve trovarsi unaltra squadra».
In Italia lo vogliono Roma e Inter. E davvero impossibile che resti al Bayern?
«Direi di sì. Lha detto lui, no?».
E se le chiedesse scusa?
«Non cambierebbe niente. Ormai è troppo tardi, doveva pensarci prima. Ha scelto un certo comportamento, non ha rispettato le nostre aspettative. E siamo arrivati a questo punto».
E lultima frase prima della partenza. La più chiara, la più dura. Toni non giocherà mai più nel Bayern. E la vittoria di Torino, rafforzando la posizione dellallenatore, renderà semplice ogni trattativa. Basta chiedere.