La penna degli Altri 04/12/2009 11:20

Derby: in Tevere si va verso il tutto esaurito

 

I biglietti resteranno in vendita anche domenica nelle ricevitorie Lottomatica. Mentre domani sarà l’ultimo giorno per comprarli nei Roma Store, fatta eccezione per i punti di piazza Colonna 360 e via Appia Nuova 130, che invece resteranno aperti pure il giorno della partita, ma solo fino alle 18. I prezzi? La Tevere Centrale 75 euro (40 il ridotto under 12), 110 la Monte Mario e 120 la “Top” (rispettivamente, 60 e 65 euro per chi ha meno di dodici anni). Sempre in tema biglietti, dalle 10 di lunedì nelle ricevitorie Lottomatica potranno essere acquistati quelli di Sampdoria-Roma, tra nove giorni al Ferraris. Prezzo del settore ospiti: 25 euro.

COREOGRAFIA Ci siamo. La coreografia della Sud è quasi finita. Si tratterà di un ritorno allo splendore originario della Sud. Alla sua purezza. Ma già il fatto che si farà è una notizia. L’ultimo spettacolo cui abbiamo assistito in Curva per un derby risaliva al 10 dicembre 2006. Sembra passata un’eternità. L’assenza della coreografia è stata quasi una necessità, per la Curva. Che negli ultimi tre anni ha dovuto assistere una lenta ma inesorabile repressione da parte dello Stato. Che prima ha erto l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive a giudice delle trasferte. E poi ha vietato fumogeni e tamburi, rendendo complicatissima la procedura per l’esposizione di uno striscione.



E LA PROMESSA? Provvedimenti su cui il Viminale non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro. Sul suo sito l’Osservatorio ha pubblicato questa nota: «Si conferma la procedura di autorizzazione per gli striscioni ed il divieto di accesso per tutti i materiali già indicati precedentemente». Nei giorni scorsi il Romanista aveva rivelato una promessa fatta dal presidente dell’Osservatorio, Pietro Ieva, all’Associazione consumatori sportivi, la Adcs. «Faremo in modo di rivedere quella normativa», aveva detto Ieva ad Antonella Bellucci, presidente dell’Adcs. Il comunicato dell’Osservatorio è chiaro: indietro non si torna. La Adcs, che aveva scritto al ministro Maroni, ha già fatto sapere di voler rispondere alla nota del Viminale.