La penna degli Altri 07/12/2009 13:21

Botte e petardi, Rizzoli ferma la gara per sette minuti

Il derby dovrebbe essere rispetto a tutto il resto?

Il derby dovrebbe essere l’;apoteosi della festa del cal­cio, ieri sera lo è stata solo in parte in un Olimpico che spri­gionava ;energia;altri tempi, ma che è stato anche il palcoscenico degli imbecilli. Al punto da costringere l' ar­bitro Rizzoli a sospendere la partita al tredicesimo del pri­mo tempo. Colpa di un lancio ripetuto di bomboni e petar­doni nella zona della Tevere che stava creando più di una situazione pericolosa.

Rizzoli dopo l’ennesimo bot­to, ha preso il pallone e ha detto basta. « Se continua, so­spendo la partita » l’imperati­vo del direttore di gara. Ci so­no voluto sette minuti e undi­ci secondi perché l’imperati­vo, come aveva chiesto lo stesso Rizzoli, arrivasse al­l’addetto agli altoparlanti che ha chiarito a tutti, se mai ce ne fosse stato bisogno, che se continuava quel lancio di bomboni la partita sarebbe stata interrotta e sospesa.

Non devono averlo capito tutti, perché una volta ripreso a giocare, nel primo tempo ci sono stati altri quattro- cinque botti, sempre nella stessa zo­na della Tevere, ma Rizzoli ha preferito far continuare, spe­rando che prima o dopo la si­tuazione rientrasse nell’ambi­to di una sufficiente normali­tà.

Peccato, davvero peccato, perché lo spettacolo offerto dalle due tifoserie, avrebbe meritato la copertina, tifose­rie che si sono scambiate co­me al solito molti striscioni di sfottò, cori che potete imma­ginare, il bilancio della Roma nel mirino dei tifosi biancoce-l­esti, la serie B in quello dei romanisti.

Le curve si erano scaldate un’oretta prima del fischio d’inizio, quando la metà dei riflettori si era spenta, facen­do ricordare ai tifosi un po’ più attempati un derby del 1969 che fu interrotto per un black- out.

Si erano scaldate ancora di più quando le due squadre so­no scese in campo per il ri­scaldamento. Regalando poi, all’ingresso ufficiale dei gio­catori, uno spettacolo di colo­ri, con la romanista che, dopo anni, ha risfoderato una splendida coreografia ( anticipata da un grande stri­scione che recitava La curva che vorreste), cartoncini colo­rati, in mezzo un grande stri­scione con sotto scritto Roma, mentre dall’altra parte dello stadio andava in scena una sciarpata con uno striscione d’incitamento, Fuo­ri la grinta, la Nord è con te, avanti Lazio. Tutto bellissi­mo, però perché la mamma degli imbecilli è sempre in­cinta?