La penna degli Altri 11/11/2009 10:21

Operazione "She Wolf". Il Soros Fund vuole investire "long term". Appuntamento con Joe all'888 Settima Avenue

E proprio il giorno del sì di Steve Horowitz, viene convocato al Soros Fund Management, all’888 della Settima Avenue. “Vediamoci il 14 agosto”. Un martedì. Il calendario non aiuta, perchè l’avvocato quel giorno è atteso in Italia. Da Soros va il suo “team”, e la relazione che gli fanno, il giorno di Ferragosto, è eccitante. Gli dicono che George Soros vorrebbe davvero investire nello sport con una “long term view on return”, vuol dire che non ha fretta di rivendere la sua quota per incassare soldi, pensa anzi ad un investimento di lungo periodo. La somma del fondo in cerca di investimenti è astronomica: circa 18 miliardi di dollari. Se servono poco più di 200 milioni per prendere un “iconic club” come la Roma, beh non c’è problema, sono interessati. Anche Lincolnshire e Morgan Stanley mostrano interesse, ma Tacopina con Soros sente di aver trovato il partner giusto: duro, esigente ma eccellente dal punto di vista strategico e finanziario, pensa. Il team è quasi fatto. Joe con i suoi se ne esce con una di quelle metafore che lo caratterizzano: “Siamo ancora al posto di guida, se qualcuno fa il pieno, arriviamo al traguardo”. Vorrebbe dirlo anche a Marcello Lippi, l’ex tecnico della Nazionale che per caso incontra ad una cena. Ma si trattiene: il traguardo è lontano e lui per ora in Italia è ancora e solo l’avvocato newyorchese che fa il consulente tv per un delitto.