La penna degli Altri 12/11/2009 09:18

Il caso Juan: numeri che fanno pensare



E’ chiaro che questi numeri hanno dato spa­zio a malumori, chiacchiere, battute del tipo Juan con la Roma si allena per le partite del Brasile. Anche perché si sta parlando, quan­do non è fermato da problemi fisici, di uno dei centrali difensivi migliori al mondo, un gioca­tore che il ct Dunga considera fondamentale nella costruzione del suo Brasile che vuole puntare a vincere il sesto titolo mondiale il prossimo anno in Sudafrica. Forse qualcuno penserà che stiamo dicendo uno sciocchezza ma il primo a stare male per questa situazio­ne è lo stesso Juan che da qualche tempo fa casa- Trigoria- casa, cercando di isolarsi da tutto quello che si dice su di lui, puntando a un recupero che gli consenta di torna­re in campo ai suoi livelli e con quella continuità che fin qui è stata la grande assente della sua avven­tura in gialloros­so. Una continui­tà che, a dirla tutta, non ha più avuto neppu­re con il Brasile visto che la sua ultima appa­rizione con la maglia della Selecao è datata 21 giugno scorso, sfida con l’Italia alla «Confede­ration Cup», poco più di 20’ in campo, poi la richiesta del cambio per un nuovo malanno muscolare. Dopo quella partita ci sono state altre quattro convocazioni di Dunga, a due di queste il giocatore non ha risposto (d’accordo con il Brasile), nelle altre due è andato chie­dendo prò di non essere utilizzato.



Il peggioramento della situazione ha anche una data abbastanza precisa: undici marzo di quest’anno quando all’Olimpico si giocò il ri­torno degli ottavi di finale di Lea­gue tra Roma e . Juan titolare, Juan che quasi subito fa segno di ave­re un problema muscolare, Juan che viene rimandato in campo, Juan che segna il gol che sarebbe stato della grande illusione, Juan che già nel corso del primo tempo è costretto ad alzare bandiera bianca. Da al­lora è stato un continuo di alti e bassi, anzi quasi solo bassi, vi­sto che prima Spalletti e poi Ranieri lo hanno avuto a disposizione poche volte. La Roma, lo staff tecnico, quello sanitario e lo stesso gio­catore, ora sono impegnati a centrare l’obiet­tivo del pieno recupero fisico e psicologico del giocatore. Perché solo così la squadra giallo­rossa potrà tornare a poter contare su un gio­catore che quando c’è si vede e si sente.