La penna degli Altri 12/11/2009 09:09

Dalla Bulgaria al bar, gli amici di Galloppa

Giramondo Quattro su tutti, se­condo Galloppa, «avevano grandi qualità»: il più grande era Emanuele Morini, anche lui campione Allievi. Dopo le esperienze con Bolton e Pana­chaiki (Grecia), è tornato in Italia, dove ha anche giocato in B a Vicenza, prima dell’at­tuale avventura a Plovdiv, in Bulgaria, dove al Botev si è tra­sferita una vera colonia italia­na, guidata dal tecnico Enrico Piccioni. «Lo sento spesso – continua Bencivenga - . Aveva un grande talento, ma non è riuscito a fare il definitivo sal­to di qualità».

Stelle mancate Il secondo trico­lore arrivò grazie ai ragazzi del 1984, guidati da Alberto . Era la squadra di Aquilani, Ferronetti e Corvia, con quest’ultimo che si gioca­va il posto con Alessio Visconti­ni, Alessandro De Witt e Adria­no Mantioni, gli altri tre «esem­pi » di talenti inespressi. Man­tioni ha smesso di giocare in estate, dopo aver chiuso la car­riera nel Tor di Quinto (Promo­zione).

Barista Ora lavora in un bar: «Pensavo di essere stato di­menticato da tutti – dice - . E’ un onore che Galloppa abbia fatto il mio nome: in quella squadra c’erano altri grandi giocatori, che poi hanno avuto meno fortuna. Contassero so­lo la tecnica e i piedi, probabil­mente a certi livelli ci sarei ri­masto anch’io». Anche Viscon­tini ha lasciato il calcio per de­dicarsi al lavoro mentre De Witt, fino allo scorso anno, ha vestito la maglia del Rieti (Se­rie D).