La penna degli Altri 10/11/2009 10:11

«Caroprezzi, Trigoria era d’accordo con l’Inter»



L’inciucio Roma-Milano incastra i tifosi e mette fuorigioco la Lega. «Per noi - confessa Brunelli - l’ideale sarebbe stato che fossero stati applicati prezzi identici tra le due curve. Ma non possiamo interferire  nell’autonomia imprenditoriale delle società». La protesta ultras divampa giovedì sera. Mentre la Roma galoppa alla caccia del Fulham, la Sud espone lo striscione “08.11.2009, 30 euro per un settore popolare, vi dovete vergognare”. Stona la differenza con i biglietti del terzo anello destinato agli interisti: 22 euro. Il giorno

dopo, asromaultras.org, sito di riferimento delle curve italiane, pubblica una circolare della Lega Calcio.

Nel documento, che non porta la data dell’anteguerra ma quella dello scorso 6 agosto, Via Rosellini  raccomanda ai club di non applicare prezzi diversi - meglio: maggiorati - nei settori ospiti.



Per Il Romanista è un’irregolarità dell’Inter. «No, non è così. C’è un accordo di reciprocità tra le due società,

che noi accettiamo». Brunelli dice "accettiamo", ma vorrebbe dire "dobbiamo accettare". «Sul caroprezzi si può discutere, però non è questa la sede». Il direttore sembra un padre che vuole scusarsi per il comportamento dei figli discoli. Da quando non c’è più Matarrese, a via Rosellini dicono che sia lui il vero deus ex machina

della Lega. Più del presidente Maurizio Beretta. «La norma che citate - spiega - è stata mutuata dalla Uefa,

che all’art. 19 comma 3 del regolamento sugli stadi vieta di maggiorare i biglietti del settore ospiti. A meno

che, però, non ci sia un accordo diverso tra società o federazioni ». Esattamente quello che è accaduto tra Via Durini e Trigoria, dove a comandare è il vicepresidente vicario di Lega, Rosella Sensi. Rivela Brunelli: «Dopo

avere letto il vostro articolo, abbiamo chiesto spiegazioni all’Inter. Ci hanno risposto che il costo era stato  concordato con la Roma».