Secondo alcune fonti finanziarie citate ieri da numerosi lanci dagenzia, UniCredit che vanta circa 300 milioni di crediti e ha il 49% di Italpetroli sarebbe pronta a ricominciare il pressing sulla Sensi, ricorrendo a «tutti gli strumenti che la legge consente di utilizzare in casi del genere».
Prologo delle tanto annunciate vie legali, a cominciare dal pignoramento dei beni, che però sempre secondo queste fonti stavolta non riguarderebbero la Roma, che anzi dovrebbe prima «uscire dallattuale fase di immobilismo».
Loperazione Cè però anche unaltra storia, che coinvolge direttamente la Roma e la manifestazione dinteresse di Francesco Angelini. Questa racconta di un lungo vertice concluso ieri, al termine del quale UniCredit avrebbe deciso di appoggiare liniziativa dellimprenditore farmaceutico, del quale, oltretutto, sarebbe già stata verificata la liquidità, pari a circa 600 milioni di euro.
Angelini si è già incontrato con i vertici di piazza Cordusio, ai quali ha garantito che entro una settimana presenterà il suo progetto nei dettagli, al momento ancora al vaglio del lavoro degli advisor. UniCredit sarebbe pronta a supportare Angelini in ogni modo, anche economicamente.