La penna degli Altri 22/09/2009 15:07
Il gioco semplice che vuole Ranieri
Ha problemi la Juve, nonostante le vittorie collezionate sin qui. Fa calcio fisico, che non basta in Europa, e la Juve diventa flebile anche da noi, quando si oppone a squadre organizzate e in possesso di un gioco, vedi Chievo, Lazio e Livorno, che hanno ottenuto meno di quanto meritassero. Ferrara è un perfetto juventino e dunque cerca il risultato, ben sapendo che è il fine ultimo di questo e di tutti gli sport. Però non può affidarsi solo a Buffon, Cannavaro, Chiellini, Marchisio e Iaquinta. Abbiamo citato cinque azzurri: buona notizia comunque per Lippi, che di Ferrara è il modello.
LInter non si sa che cosa sia e dove voglia arrivare. A centrocampo troppi i muscolari e neppure un calciatore pensante. Mourinho, alla stregua di tanti altri allenatori, chiede fantasia al fantasista: metodo elementare per uno come lui, che in panchina ci deve ancora sorprendere. Tanto per dire: con risorse minori, sta facendo meglio Del Neri, che ha il torto di non sapersi vendere.
La Roma è già la squadra di Claudio Ranieri e questa sì che è una sorpresa, non avendo avuto il nuovo tecnico modo di lavorare sul campo: troppe le partite, troppi i viaggi, pochi gli allenamenti. Ranieri usa un linguaggio semplice, piano, chiaro: i calciatori hanno ascoltato e capito. Domenica sera, vista e apprezzata una Roma con otto giocatori dietro la palla, attenta alla copertura, pronta a fare calcio verticale, grazie a due attaccanti (Totti e Vucinic) ispirati e abili nel cercare la profondità come in un perenne contropiede.
In Svizzera la Roma aveva in testa il calcio di Spalletti e si limitava a mimare quello di Ranieri. Pochi giorni dopo lexploit fisico e intellettuale. Se regge, e siamo costretti controvoglia a dubitare, la Roma può risalire in fretta. A chi dice che la rosa non è valida, offriamo questa formazione: Doni; Motta, Mexes, Andreolli, Tonetto; Cicinho, Brighi, Faty, Guberti; Menez, Baptista. Cerci e Lobont ad aspettare. E la Roma di riserva.
La tessera del tifoso, il cui benemerito scopo è quello di tenere i delinquenti fuori dallo stadio, non ci convince, non rispondendo alla domanda fondamentale: chi è delinquente? Di sicuro i romanisti di Siena, Basilea e di domenica hanno però fatto del tutto per dar ragione al ministro Maroni: quattro Daspo, nove arresti, una decina di bombe carta. Si protesta in altro mondo. Così, vedrete, finirà per pagare la Roma: in Europa e in Italia. Ci chiediamo inoltre: la polizia interverrebbe se le bombe carta venissero tirate in teatro, al cinema o in discoteca?