La penna degli Altri 11/08/2009 09:55

La Sensi contrattacca «Roma, non si smantella»

Presidente, perché allora non avete venduto alla Nafta Mo­skva, a Soros, a Fioranelli?

«In nessuno dei tre casi ci siamo andati vicino. Non ho mai in­contrato né Soros né dei suoi emissari, non ho ricevuto offer­te. Spalletti ha sbagliato nel dir­lo, Anche lo stesso Soros al Sole 24 Ore ha detto di non essere stato mai interessato alla Ro­ma. Su Fioranelli sono state fat­te delle verifiche oggettive e non sentimentali grazie ad advi­sors come Mediobanca e lo stu­dio legale Lovells. Su certe cose ci sono indagini in corso della Consob e non posso dare parti­colari, ma faccio autocritica: avrei dovuto parlare di più. An­che mio padre me lo avrebbe detto».

Caso Soros: l’avvocato Tacopi­na ha dichiarato che a un certo punto uscì fuori una fantomati­ca cordata araba. Vero?

«No, non è vero. E su questo aspetto ci saranno querele».

C’è chi la rimprovera di prende­re uno stipendio dalla Roma (1,5 milioni lordi, ndr).

«Non è basso, ma mi ci dedico 24 ore al giorno. La mia fami­glia ha sempre trasferito dena­ro alla Roma e mai preso. Mio padre ci si è ammalato per la so­cietà. Il club non è ostaggio dei Sensi, se mai se n’è giovato. Ora non ha debiti».

I rapporti con Unicredit (il debi­to è di 400 milioni, ndr)?

«Professionale. Non è tutto gio­ioso, ma si parla. Anche del su­permanager ».

Come mai ha incontrato il sotto­segretario Gianni Letta?

«È un amico. Ho chiesto consi­gli, pareri, suggerimenti».

Pensa di cedere la società?

«Siamo disponibili a prendere in considerazione chiunque ab­bia interesse e amore per la Ro­ma, ma non si può dare credito a certe persone che parlano sen­za aver contattato noi. Accetto le critiche, ma non gli insulti e le calunnie. Non stiamo sman­tellando.

Se avessi voluto, pote­vo cedere al Chelsea per una cifra enorme (60 milio­ni, ndr), ma non l’ho fatto. L’au­tofinanziamento lo praticano in molti. Ora abbiamo indivi­duato anche l’area per la costru­zione dello stadio (Massimina, ndr) e comunque in questi anni non abbiamo fatto così male. Due stagioni fa avremmo meri­tato lo scudetto. Non protesto per gli arbitraggi come mio pa­dre? È questione di carattere, ma ci si può far sentire anche senza urlare. Galliani? All’ini­zio non ci era amico, ma adesso sì. Dopo gli insulti con mio pa­dre si erano parlati e 'trovati'».


La cessione di Aquilani?

«È stata sofferta, ma è andato in un grande club, senza dimen­ticare che tanti tifosi fino a po­co tempo fa lo criticavano. Non escludo altre cessioni strategi­che per completare la rosa, Le cessioni non ci indeboliscono, la Roma non è impoverita. L’ obiettivo è tornare in Cham­pions e arrivare in fondo in Eu­ropa League e Coppa Italia. Il progetto giovani continua, Spalletti ci è vicino e vorrei rin­novargli il contratto. Per il futu­ro il sogno non lo voglio dire (lo scudetto, ndr)».

Lazio: poteva prendere Zarate. Rimpianti?

«Ho sbagliato a non prenderlo, ma se tornassi indietro farei la stessa cosa perché i tifosi vole­vano grandi nomi e non investi­menti. Le idee di Lotito sono ap­prezzabili, ma non sono compa­tibili con la Roma. Certo, i suc­cessi della Lazio suscitano vo­glia di rivalsa. Statene certi, ci proveremo».