La penna degli Altri 24/06/2009 10:34
Roma, si va verso l'asta
E da ieri Mediobanca, advisor di Italpetroli, lazionista di riferimento di questultima - la famiglia Sensi - e la banca di piazza Cordusio starebbero mettendo a punto lincarico alla stessa merchant bank di piazzetta Cuccia, prevedendo anche una ristrutturazione del debito residuo. Facendo scattare il piano B, visto che lofferta di Vinicio Fioranelli non si sarebbe materializzata. Ci sarebbero quindi altri due giorni per negoziare le modalità e i termini di un mandato che dà esecuzione allultimatum posto da Unicredit con la lettera formale di messa in mora di venerdì 5 giugno.
Il termine massimo previsto dalla procedura e dagli accordi fra le parti fa scadere infatti giovedì 25 la data cruciale. Altrimenti, in assenza di un foglio di carta scritto che consenta lapertura di una procedura organizzata di cessione, quindi unasta, la banca guidata da Alessandro Profumo, potrebbe agire in giudizio per chiedere al giudice il pignoramento delle azioni dei Sensi. Ma questa eventualità al momento non sarebbe tra le priorità di Unicredit che, essendo tra laltro socio al 49% della Italpetroli, punta a una soluzione amichevole che permetta allistituto però, di recuperare almeno una grossa fetta dei suoi crediti: 300 dei 400 milioni circa, oltre al valore della sua partecipazione ottenuta anni fa convertendo altri crediti in capitale. Nelle prossime ore potrà succedere di tutto, anche leventualità che Fioranelli dimostri alla banca di Zurigo di avere realmente i 300 milioni promessi: 201 da versare ai Sensi per rilevare il 67% del club e il resto per lopa. In questo caso, listituto elvetico potrà rilasciare a Mediobanca la lettera di garanzia a protezione del finanziamento di importo pari al valore complessivo delloperazione, a favore della Fio Sport group.
Ma nonostante le promesse e gli annunci, se lagente Fifa continua a non dare concretezza al suo piano, presso le banche coinvolte ci sarebbe massimo pessimismo sulle sue reali intenzioni. Nulla si può escludere in una vicenda che di colpi di scena ne sta riservando tanti. Piuttosto da ieri i legali dei Sensi e di Unicredit - Gianroberto de Giovanni e Roberto Cappelli - assieme a Mediobanca e dintesa con i Sensi starebbero definendo tutti i termini del percorso per procedere alla cessione della squadra giallorossa. Non è un compito agevole perchè le parti tirano lacqua dalla propria parte. La banca vorrebbe regole precise e tassative a partire dal presso base dellasta con lautomatismo di procedere alla vendita al raggiungimento di questo valore. Per meglio dire, se il prezzo di partenza fosse 200 milioni e arrivasse unofferta vera pari a questa somma, il meccanismo che vorrebbe introdurre piazza Cordusio prevede che in assenza di unaltra offerta migliore, la Roma venisse venduta. I Sensi punterebbero a prevedere meno rigidità anche rispetto ai tempi delloperazione. Che per Unicredit restano fissati entro luglio.
E poi cè il capitolo dello sconto sui debiti residui che coinvolge anche anche Mps: tra il prezzo dellofferta ricevuta e girata alle banche come acconto e i debiti residui, i Sensi vorrebbero uno sconto consistente. Quanto? Si sta negoziando, oppure se lo stralcio non fosse quanto quello immaginato dalla famiglia, si vorrebbe prevedere un termine molto più lungo per il saldo. Il negoziato è complesso ma il tempo è ristretto.
In questa nuova partita della Roma riparte il conto alla rovescia, questa sembra essere lultima volta.