La penna degli Altri 25/06/2009 09:27
Fioranelli, mancano i soldi
E pensare che alla fine della settimana scorsa sembrava tutto pronto per chiudere laffare, al punto che erano circolate voci insistenti, riprese anche dalla stampa, di una firma per lunedì. A scombinare le carte di Fioranelli sarebbe stata la richiesta, fatta da Mediobanca nella serata di giovedì, di fidejussioni bancarie per altri 100 milioni da depositare sui conti della Spafid, la fiduciaria di piazzetta Cuccia. Per garantire che oltre al passaggio di proprietà, Fioranelli fosse in grado di adempiere anche allobbligo dellopa. Il compratore a questo punto avrebbe chiesto più tempo, sfruttando anche la pausa del fine settimana per reperire le risorse necessarie. E avrebbe iniziato una serie di sondaggi frenetici tra Milano, la Svizzera e lOlanda alla ricerca di soci e finanziatori. Senza troppo successo, almeno fino a ieri. Peraltro, già nel fine settimana scorso ai piani alti della banca milanese, al di là dellottimismo di facciata, iniziava a circolare un certo scetticismo sulla reale capacità di Fioranelli e soci di reperire i soldi necessari.
Soci che restano nellombra. A parte lavvocato di nazionalità tedesca Volker Flick, nessuno si sbilancia su chi siano i finanziatori e da dove vengano i capitali della Fio Sport Group, la società del gruppo di Fioranelli che materialmente dovrebbe (o a questo punto avrebbe dovuto) diventare proprietaria della Roma. Lalternativa a Fioranelli è un mandato irrevocabile dei Sensi per vendere la partecipazione in tempi brevi. Su questo punto sarebbe stato già raggiunto un accordo nei giorni scorsi tra i Sensi e i creditori (Unicredit in testa, con circa 350 milioni. Una rata di rimborso in scadenza a dicembre non sarebbe stata onorata e probabilmente salterà anche la scadenza di fine giugno). A gestire lasta sarebbe ancora Mediobanca. E giova a questo punto ricordare che, forse non casualmente, sulla poltrona più alta di Mediobanca siede lex presidente di Banca di Roma e Capitalia, Cesare Geronzi. Ovvero luomo che negli ultimi venti anni ha rappresentato il riferimento, almeno dal punto di vista finanziario, per le squadre di calcio romane, tanto sulla sponda giallorossa che su quella laziale