In The Box
Non è sfortuna
LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Dovbyk doveva essere sostituito in estate, la Roma è stata pachidermica nei tempi e alla fine è rimasto, ha giocato, confermando però in campo di non essere il centravanti che voleva Gasperini. Ha chiuso la stagione a gennaio quando la Roma provava di nuovo a piazzarlo, senza certezze.
Ferguson è un paradosso enorme. Arrivato a Roma per fare il vice ma non di Dovbyk. Avrebbe avuto un senso se davanti a lui ci fosse stato un numero nove consono, un Malen (che però in estate non sarebbe potuto arrivare). È stato lanciato in orbita proprio perché l'ucraino non è partito e non ha ingranato. Portandosi dietro una serie di bugie mediatiche controproducenti. "Due anni fa valeva ottanta milioni" la favoletta messa in circolo per lodare l'operazione, soltanto perché qualche credibilissimo tabloid prospettava all'epoca mega offerte giunte sul tavolo del Brighton da parte del Chelsea. Noto oltretutto per strapagare calciatori che spesso spariscono in fretta dai radar del calcio che conta. Il resto è una storia tormentata, condizionata da seri problemi fisici e da atteggiamenti che non hanno mai convinto l'allenatore.
Di Dybala si è detto tutto. Se la Roma avesse rafforzato le corsie laterali in estate, Dybala quest'anno sarebbe stato dosato. Invece no. La Roma colpevolmente monca in attacco ha provato ad aggrapparsi alla sua classe, minata dal fisico. Dentro a ogni occasione. Laterale d'attacco di sinistra, falso centravanti. Quasi mai nel suo ruolo naturale, occupato da Soulé. Le assenze di Dybala non sono imputabili alla sfortuna. I problemi legati anche alla sua assenza, sarebbero stati molti meno se al quarto anno di contratto la Roma si fosse evoluta ingaggiando gli esterni di attacco richiesti.
El Shaarawy è tornato a frequentare la panchina da qualche settimana dopo averne passate tante in infermeria. Ma Gasperini sulla fascia sinistra gli preferisce chiunque, quindi immaginiamo che la sua condizione fisica sia enormemente deficitaria. Ci si può riprendere? Ha trentaquattro anni, nelle ultime stagioni spesso è stato ai box per per guai muscolari, Gasperini non si sarebbe strappato i capelli se fosse partito in estate. Come per Dybala, la sfortuna ha un'incidenza limitata nel suo caso. Maledetto tempo.
Bailey è stato una di quelle scommesse che puoi permetterti se vuoi toglierti uno sfizio dopo avere fatto un buon lavoro in quel reparto specifico. Diventa una scommessa folle se a fine mercato risulta essere l'unico attaccante esterno ingaggiato. La partenza anticipata non cancella l'errore commesso.
Soulé fa i conti con uno degli incubi dei calciatori. La pubalgia. Fino a gennaio non è mai mancato e fino a gennaio la Roma si è aggrappata ai suoi gol, anche perché gli altri attaccanti segnavano meno dei difensori. Poi Soulé ha alzato bandiera bianca. Non c'è nessun collegamento fra il suo status di insostituibile e il problema fisico che lo tormenta da due mesi. Il problema reale sta nel fatto che non abbia sostituti, al punto che largo a destra ha giocato persino Pellegrini.
Pellegrini, appunto. Troppe volte croce, ogni tanto delizia. Da Genova a Bologna tutto e il suo contrario. Ogni volta che gioca, riparte la giostra, si rumoreggia, si litiga, ci si accapiglia. Un tormentone, da anni. Anche nel suo caso, con l'arrivo di attaccanti esterni Pellegrini avrebbe fatto le valigie o al massimo sarebbe rimasto ai margini della squadra titolare. Lo disse Gasperini a fine agosto "la società vuole darlo via, lui sta cercando una soluzione, decidano". Decisero di non decidere. Pellegrini è rimasto. Gasperini ha provato a dargli un senso.
Vaz. Spegnere le luci. Bidone a Genova, astro nascente a Bologna? Ecco, questa è la strada più facile da percorrere per rovinarlo. Come quando tanti anni fa un tal Berisha veniva descritto come il nuovo Ibrahimovic.
Venturino è una classica buona occasione da valutare per il futuro testandolo all'occorrenza nel presente. Nulla di più. Anche se per testa e senso del gioco ha già reso più di molti calciatori d'attacco nominati in questa rubrica.
Zaragoza è semplice da leggere. Calciatore leggerissimo, può avere un senso a campo aperto, altrimenti fatica pure nel modesto Celta.
Il problema è sempre lo stesso. Se per le fasce d'attacco, in ruoli fondamentali per l'allenatore, in otto mesi prendi Bailey e Zaragoza; se nella corsia centrale tieni Dovbyk che il tecnico voleva che si sostituisse, e Ferguson che, forse, chissà, avrebbe avuto senso come vice e si è ritrovato sotto i riflettori; se sei di conseguenza costretto a fare il segno della croce sperando che diano un apporto vitale Dybala, Pellegrini e forse persino El Shaarawy, parlare di sfortuna significa sottovalutare un problema enorme che la Roma non può reiterare. Perché gli equivoci del mercato, ti presentano il conto in campo.
In the box - @augustociardi