In The Box 28/09/2020 18:37

La Roma esiste

LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Tanti difetti in una rosa incompleta, tanto affanno sul mercato, cambi di rotta improvvisi, errori in partita, ma la Roma contro la ha dimostrato di esserci. Era stata annunciata come una mattanza, stabilito dall'Italia intera che Andrea Pirlo fosse il Maestro da celebrare, a maggior ragione dopo aver spezzato le reni alla Sampdoria, e Paulo Fonseca il supplente precario all'ultima cattedra, tipo Er Patata che insegnava in un liceo privato sulla cassia, ma col destino sportivo segnato come Barbagallo (confrontare Compagni di scuola). Tutto troppo scontato perché il calcio non ci mettesse lo zampino. Roma- ha spiazzato. La Roma del dead coach walking ha fatto meglio della del Predestinato. E per la carriera di Pirlo il miglior augurio che gli si possa fare è di prendere le distanze dagli adulatori di oggi, che alle prime difficoltà si trasformeranno nei lapidatori di domani. La Roma fa due gol, colpisce un palo e crea almeno altre due ottime occasioni. Muove la classifica che era stata mortificata da un errore di segreteria dopo il pareggio deludente a Verona. Ma il dibattito sulla panchina giallorossa non si placa. Effetto Allegri. Che forse, se fosse stato l'allenatore della Roma ieri sera, avrebbe estratto dall'impermeabile d'ordinanza un paio di top player per dare il cambio a Mkhitaryan e Pedro, o allo stesso . Invece no, c'era Fonseca in piedi davanti alla panca. E ciò cambia la percezione della partita. Quasi fino a ribaltarla. Perché un conto è credere che un paio di sostituzioni in più avrebbero fatto comodo (rivedibile anche la scelta di affiancare Pellegrini a Veretout a scapito più di Villar che di Diawara). Un conto è considerare che il portoghese sia stato il freno a mano della Roma contro la . Ma come? Non era scontato che la del Maestro avrebbe mandato la Roma dietro la lavagna e fatto inginocchiare sui ceci il suo allenatore? Mettiamoci d'accordo. Quando le altre squadre incartano la partita ai campioni d'Italia, i loro allenatori vengono celebrati. Se la Roma di Fonseca gioca meglio e merita di vincere, è colpa della che ha sbagliato tutto. Facile. Troppo facile. La Roma in panchina non ha la reincarnazione di Liedholm, anzi se riuscisse a convincere Allegri a suon di garanzie tecniche non dovrebbe perdere un minuto per fare il cambio in corsa, ma al momento in campo, e fra i sostituti, non ci sono calciatori che automaticamente farebbero dire sì al livornese, altrimenti già starebbe a Trigoria. Kluivert e Perez avrebbero potuto dare di più nel finale subentrando a chi aveva esaurito il fiato? Forse, ma non dimentichiamo che stiamo parlando di Kluivert e Perez, non di , Hakimi, Sensi, Bentancur o Douglas Costa. Non dimentichiamoci che se entra Bruno è perché magari Santon (Santon, non Djalma Santos) non ha i novanta minuti nelle gambe e perché Karsdorp (che la Roma ha provato a vendere a chiunque) è di nuovo ai box. Ricordando pure che manca sempre un vice centravanti, che Veretout (che Dio lo conservi) non ha ricambi, e che la difesa che ha tenuto botta salvo arrendersi al semidio Ronaldo manca ancora di colui che la Roma insegue da tre mesi, Smalling. Non trascurando neanche che, bocciato Pau Lopez, in porta gioca un dignitosissimo Mirante, più vicino ai quaranta che ai trenta. Fonseca non è un martire, ci mancherebbe. Ma diventa stucchevole negargli anche mezzo merito quando basterebbe dire che in partita ha fatto meglio del predestinato Pirlo.

In the box - @augustociardi75