Hi-Press 21/03/2015 11:20
HI-PRESS: 'Branca, Sogliano e Pradè: le ipotesi per il dopo-Sabatini' - 'Per la panchina idee Mazzarri ed Emery' - 'Pallotta furioso'
LAROMA24.IT - Futuro in bilico per Garcia e Sabatini. Dopo l'eliminazione dall'Europa League e un secondo posto tornato in lizza per via degli ultimi risultati deludenti, a fine stagione potrebbe configurarsi l'addio per Sabatini dopo le parole pronunciate a caldo dopo il ko con la Fiorentina. Sulla stampa iniziano a circolare le prime ipotesi per il futuro direttore sportivo. Tra i nomi che si fanno ci sono Marco Branca e Sean Sogliano e non si esclude un possibile ritorno di Daniele Pradè. In bilico anche la posizione dell'allenatore, visto che Pallotta è descritto molto deluso dall'andamento della squadra.
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Hi-Press è l’appuntamento fisso all’interno del nostro portale che fornisce la possibilità di districarsi al meglio nella rassegna stampa quotidiana. Come per gli highlights di una partita che in pochi minuti riassumono il ‘best of’ dei 90′, allo stesso modo vengono riproposti gli spunti salienti della carta stampata.
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IL MESSAGGERO (Mimmo Ferretti)
Intanto, cominciano a circolare nomi alternativi a quello di Sabatini, da Marco Branca (c’è lui in pole: è stato già contattato da un alto dirigente del club di Trigoria) a Sean Sogliano fino a Daniele Pradè, che ancora deve rinnovare con la Fiorentina. Ricordando anche che la proprietà Usa, che punta sempre e comunque al business, nei mesi passati ha già provveduto a “tagliare” chi non aveva portato, come da ruolo, soldi in società. Questo per dire che, al di là delle dimissioni, non sono da escludere, in caso di non raggiungimento degli obiettivi, anche licenziamenti. La sensazione che alla fine - se non sarà Champions diretta - qualcuno comunque pagherà è forte, anche se Pallotta non ha perso mai occasione per incensare sia Sabatini che Garcia: e, dunque, se non sarà il ds, sarà l’allenatore. Con un’indiscrezione:Mazzarri (ma c’è chi sussurra anche i nomi di Emery, Bielsa e Di Francesco) accanto al confermato Sabatini in caso di cacciata di Garcia (che sarebbe invece saldissimo sulla panchina della Roma con Sabatini a casa e Branca al suo posto). Intanto, ieri un deluso Pallotta (che raccontano non proprio sereno...) ha chiesto chiarimenti a Baldissoni e Zanzi per il crollo contro la Fiorentina.
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GAZZETTA DELLO SPORT (Massimo Cecchini)
È indubbio comunque che l’autocritica fatta dal dirigente alla fine del match con la Fiorentina («Ho sbagliato il mercato di gennaio»), abbia messo anche lui nella lista di quelli pronti a dare le dimissioni (al licenziamento da parte di Pallotta crediamo poco). Radio mercato parla già di un contatto indiretto con Marco Branca, ex d.s. dell’Inter, che sembra tra l’altro essere un estimatore di Garcia. Nell’ambiente, poi, si parla anche di Sean Sogliano, d.s. del Verona, mentre c’è chi ipotizza anche un ritorno di Daniele Pradé, ora alla Fiorentina, qualora non rinnovasse il contratto.
Un altro col futuro incerto, a questo punto, è lo stesso Garcia. Il francese è rimasto turbato dal disamore che si è creato su di lui e a questo punto nello spogliatoio c’è chi ipotizza che a fine stagione possa dimettersi (anche qui, dopo averlo definito «il nostro Ferguson», difficile che Pallotta lo scarichi). Il problema è che ha un ricco contratto (2,7 milioni a stagione) fino al 2018 e rinunciare a così tanti soldi non è facile. Ma con chi sostituirlo? Anche se la sua idea di calcio è lontana da quella di Sabatini, è molto stimato Walter Mazzarri per le sue doti tattiche e di «domatore di uomini». Tutto diverso per Di Francesco, ma con il pregio (e per qualcuno il difetto) di conoscere perfettamente l’ambiente giallorosso, avendovi lavorato come calciatore e team manager. L’ultima voce riguarda un vecchio pallino come Unai Emery (Siviglia).
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Garcia sta riflettendo attentamente sulle scelte per Cesena, anche se in alcuni reparti non può che limitarsi a schierare chi c’è. Keita, già squalificato, si è pure infortunato al ginocchio destro, che si è gonfiato: dai primi esami non è possibile stabilire la diagnosi, ma dovrà fermarsi. In mediana rientra Nainggolan e farà compagnia a De Rossi e uno tra Florenzi e Paredes. Yanga-Mbiwa ha preso una botta, ma ieri correva tranquillamente in campo e sarà convocato. Astori, comunque, è in pre-allarme. Nelle ultime tre gare l’attacco è rimasto a secco di gol e in due di queste occasioni il tridente era composto da Iturbe, Totti e Gervinho, mentre coi viola il capitano un po’ acciaccato si è riposato e Ljajic e Florenzi hanno spalleggiato l’ivoriano, che stavolta rischia la panchina. Garcia dovrebbe tornare ad aggrapparsi al suo numero 10. Ibarbo ricomparirà tra i convocati e proverà ad essere un’ultima valida carta da giocare.
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Il ritiro deciso ieri a Trigoria non ha trovato unanimi consensi.Chiesta già giovedì sera, dopo il k.o., la disponibilità ai calciatori, Rudi Garcia avrebbe voluto partire già ieri per Cesena, ufficialmente per evitare eventuali contestazioni. Il tempo, però, era troppo poco per organizzare il tutto, anche perché c’era un parziale sciopero aereo fino alle 18 e occorreva la disponibilità del Cesena per allenarsi sul sintetico. Quindi la partenza è stata rinviata ad oggi, con conferenza a Cesena. Sabatini però non era entusiasta sulla necessità del ritiro.
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GAZZETTA DELLO SPORT (Chiara Zucchelli)
Rudi Garcia e i dirigenti lo hanno deciso in mattinata e comunicato alla squadra prima dell’allenamento: ritiro a Trigoria ieri sera e partenza per Cesena stamattina, subito dopo alcune parole (di rito?) dette da Garcia al gruppo. «Non ci sono sedie, ma solo panchine nello spogliatoio»,aveva raccontato il tecnico mercoledì riferendosi a presunte sedie volate durante la riunione successiva alla gara contro la Samp. E da quelle panchine, ieri, ha provato a infondere un po’ di fiducia a un gruppo col morale a pezzi: «Il secondo posto è un obiettivo concreto, crediamoci e andiamo a vincere a Cesena», è stato il senso del suo discorso.
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LA REPUBBLICA (Matteo Pinci / Enrico Sisti)
Furioso per l’andamento della Roma. Nauseato dalle immagini della squadra ostaggio dei tifosi. Già nella prossima visita romana, a fine aprile,James Pallotta procederà al “redde rationem”: dopo aver individuato i mille perché della crisi, inizierà il processo ai responsabili. Ieri si è limitato a un sms laconico: «Sto scrivendo qualcosa proprio in questo momento». Era a Miami a preparare la riscossa, forse lo disturbava la sensazione che quel suo sogno, quel misto di colori hollywoodiani, robusta cultura imprenditoriale e forte desiderio di “sentirsi italiano”, fra stadi e sorrisi, potesse finire per colpa di qualche tifoso mascalzone o di qualche dipendente sopravvalutato. Tutti in discussione, dunque, qualche testa cadrà, del resto una stagione così non può finire senza colpevoli.
Il terremoto potrebbe far saltare la poltrona all’ad Zanzi, icona sorridente fin quasi lo sfinimento, o portare alle dimissioni del ds Sabatini, alla sostituzione di parte dello staff. Ma adesso a rischio sembrerebbe soprattutto Garcia, nonostante il suo rapporto con Pallotta si sia consolidato nel tempo, tra cene private, confidenze e rassicurazioni.