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Campionato 10/03/2011 14:10

Derby, Lotito: "Sarà difficile soprattutto per la Lazio..."

Ci sarà Zarate? «Non lo so perchè è l'allenatore che fa la formazione», ha tagliato corto Lotito, che invece si è dilungato sul 'caso Scullì, assicurando che «non c'è stata alcuna contrapposizione con il Coni. Apprezzo - ha aggiunto - la sensibilità del Coni e la disponibilità ad accertare la situazione, in piena correttezza, trasparenza e nell'interesse del giocatore. Ma sarebbe stata superflua la presenza di un altro medico solo per assistere a un prelievo, visto che non si tratta di un incidente probatorio».

Inoltre Lotito ha denunciato «un can can mediatico che non trova riscontri obiettivi. Io, che ho studiato medicina, non ho mai detto da cosa fosse originata quell'orticaria: ho sentito azzardate diagnosi da parte dei mezzi di informazione - ha spiegato il presidente della Lazio - parlare di cause scatenanti come l'erba è fuori luogo». Lotito ha glissato sulla possibilità che altri calciatori della Lazio nei mesi scorsi abbiano avuto problemi simili a quello di Sculli, ma ha ricordato «quando anni fa sono arrivato alla Lazio, c'era ipotesi pruriti diffusi. Feci fare la sanificazione degli indumenti, mentre tutti mi prendevano in giro».  

«Non ho mai pensato che esistano dei complotti, altrimenti non farei partecipare la Lazio». Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha poi commentato così le ultime denunce del collega del Aurelio De Laurentiis, pur sottolineando che «la pressione mediatica legata al peso economico dei club incide negativamente. E noi siamo ancora considerati una Cenerentola perchè paghiamo il passato». «Purtroppo la Lazio è stata rappresentata sempre da presidenti fragili dal punto di vista economico, mentre io sto dimostrando con i risultati di poter guidare questo club», ha dichiarato Lotito, rivendicando che «i risultati non dipendono dall'assioma più spendi e più vinci». De Laurentiis ha parlato inoltre di un campionato effettivamente ridotto a tre squadre. Dal canto suo il presidente del Cagliari Massimo Cellino l'ha messa sul ridere: «È un numero dispari, ci vuole un campionato con squadre in numero pari...»

(ansa)