Altre 26/03/2020 22:01

Coronavirus, Spadafora: "Ho qualche dubbio sulla possibilità di riprendere il campionato. Se ci fosse modo di giocare lo faremo a porte chiuse"

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadofora, è intervenuto durante la trasmissione di Rai 3 "Chi l'ha visto?" dove ha commentato l'emergenza del coronavirus in l'Italia, analizzando anche la situazione riguardante la Serie A, che non è chiaro se riuscirà a ripartire. Queste le sue parole.

La Serie A può riprendere come si dice a fine aprile?
“A me dispiace dire e annunciarlo proprio qui, ma le ottimistiche previsioni che facevano pensare di potere riprendere a fine aprile o ai primi di maggio credo lo siano state un po’ troppo. Sul 3 maggio sono dubbioso, se ci fosse la possibilità di riprendere decideremo di farlo a porte chiuse. A oggi ho qualche dubbio sulle dichiarazioni che sento di potere riprendere la competizione. Sono gli stessi scienziati a non avere certezze rispetto all’evoluzione. Non è che stiamo sbandando, ma dobbiamo adattare le decisioni che cambiano continuamente”.

Possiamo dire che il campionato sia finito?
“Credo che le persone abbiano bisogno di ogni tipo di informazione di tranquillizzare o dispiacere. La scelta finale sarà alla federazione, ma le previsioni ottimistiche di iniziare il 3 maggio… È difficile che possa riprendere, se la FIGC dovesse posticipare nei mesi estivi, luglio agosto, rientra nell'autonomia dello sport. Dipenderà anche da tutti gli altri campionati. Il mondo del calcio ha messo un po’ di più a capire l’emergenza che stavamo affrontando. Ora si muoverà con cautela per evitare certi scenari”.

È sbagliato andare a correre?
“Sono contrario a chiunque, in modo superficiale, decida di svolgere attività motoria rischiando per se stesso e gli altri. C’è un motivo serio: ci sono persone con patologie per cui è fondamentale, indispensabile, potere camminare. Un numero limitato di persone con patologie precise. Mi appello al buonsenso. Non sappiamo quanto durerà questo blocco totale, ma per una questione di salute non possiamo precludere ad alcuni qualcosa di necessario a causa degli incoscienti”.