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Luis Enrique nasconde la squadra, Pizarro c'è. Primo derby per DiBenedetto

Ad assistere per la prima volta al derby della Capitale sarà il nuovo presidente giallorosso, Thomas DiBenedetto che atterrerà a Roma proprio domenica mattina. E il tycoon statunitense non sembra avere dubbi sulla bontà dell'investimento fatto in estate assieme ai soci Pallotta, Ruane e D'Amore: «Vedo la Roma tra 5 anni diventare una squadra di grande successo in campo e molto proficua a livello di business». Anche grazie al nuovo stadio che DiBenedetto vorrebbe veder realizzato proprio entro il 2016: «I siti potenzialmente disponibili sono un paio ( e Massimina, ndr) - ha spiegato al sito economico-finanziario 'Bloomberg' -. Idealmente si potrebbe parlare di tre anni, ma più probabilmente ne serviranno cinque». Tempo necessario anche per risanare le finanze del club, far crescere il brand Roma e parallelamente la competitività della squadra, che quest'anno ha notevolmente abbassato la propria età media: «I peccati del passato si stanno iniziando a pagare adesso. Certo, è più facile programmare il futuro con i giovani. La chiave però non è averli, ma poter contare su quelli in grado di farti vincere». «Luis Enrique? All'inizio la stampa italiana ha provato a farmi dire qualcosa di contradditorio su di lui - ha concluso DiBenedetto - ma io lo sostengo al 100%. Credo nel nostro allenatore e nella sua idea di calcio, molto veloce ed emozionante. ? È importante che tutti si sentano parte della squadra, nessuno è sopra il gruppo. Nessuno vuole una squadra dove i giocatori debbano contare solo su un solo compagno per tirarsi fuori dai guai. Tutti devono fare del loro meglio e lavorare al massimo delle proprie capacità». Soprattutto perchè al derby non ci sarà e DiBenedetto vorrebbe evitare di debuttare nella stracittadina con una sconfitta.

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