Altre 29/04/2009 14:33
Assalto ai Sensi: dai Flick al "generone".
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La piazza è in fermento, la Consob vigila, la famiglia Sensi ammette contatti con gruppi stranieri, ma ribadisce la ferma volontà di non voler uscire di scena. Il tutto al termine di un campionato traballante, ma che prima del rovescio di Firenze poteva ancora finire con una comitiva romanista in corsa per la Champions League. Cordata tedesca o meno, appare evidente come la proprietà della Roma in mano ai Sensi sia soggetta a turbolenze mai così forti ora che la volontà manifestata dalla stessa famiglia di costruire uno stadio tutto giallorosso richiede un investimento di circa 800 milioni. Soci sì, ma di minoranza, è la strada che vuole seguire Rosella Sensi ma, intanto, il mercato si interroga. Fino a che punto sarà possibile resistere per una società la cui controllante Italpetroli è gravata di unesposizione debitoria verso Unicredit di 277 milioni? Come rimanere in scia di Inter, Juve, Milan senza i 20 milioni della Champions?
Se le indiscrezioni sulla trattativa con la famiglia Flick segnano il passo, sullo sfondo avanzano voci su imprenditori, tipica espressione del «generone» capitolino, pronti a uscire allo scoperto non appena la Roma si troverà in mano le licenze dei terreni per costruire il nuovo stadio. I maligni guardano ai rumors come a una variabile di disturbo per indebolire la squadra e il potere contrattuale della famiglia Sensi. La Capitale è sotto sopra. I conti economici restano un peso indifferibile (il monitoraggio di Unicredit, oggi riunita in assemblea, è deciso), quelli del campionato stanno servendo il conto. Spalletti è chiuso nel bunker di Trigoria controvoglia perché il ritiro imposto dalla società non lo trova daccordo (dalle 20,30 alle 22 è consentito lingresso ai parenti).
Spalletti e la famiglia Sensi sono divisi su più punti: il timoniere toscano storce il naso davanti alla gestione di Totti voluta dal club, perde il sorriso per il vuoto societario davanti agli interrogativi sul futuro, si fa scuro per il capitolo rinnovi dei contratti di troppi giocatori. E intanto aspetta la chiamata del Milan. La Sensi replica con le perplessità sul troppo nervosismo della truppa, sulla preparazione giudicata pesante e sul mercato di gennaio voluto dal tecnico. «Ci siamo spesso sentiti il fiato sul collo», così parte dei giocatori agli ultrà. Lunga è la lista di chi continua a vivere il presente senza accordo per il domani: Aquilani, fermo ai box da mesi e con il contratto in scadenza nel 2010, Totti, Pizarro, Taddei, Cassetti, Tonetto e Perrotta, in attesa di prolungamento mentre per Mexes e Juan aumentano i corteggiatori. «Mi auguro che la famiglia Sensi continui a mantenere un ruolo decisivo», dice il sindaco Alemanno. Unuscita che smarca Rosella Sensi dalletichetta di veltroniana e riavvicina fatalmente la politica al calcio.