Altre 14/01/2009 19:11

Mexes, pranzo del suo procuratore con la Sensi e Pradè

CORSPORT - Ecco qui il retroscena apparso sul Corriere dello Sport di Mercoledi 14 Gennaio 2009.

Sabato scorso Olivier Joaunneaux si è presentato a Trigo­ria. Atteso. Sottolineiamo atteso per­ché in precedenza il procuratore era venuto tante volte a Roma, ma senza specifici appuntamenti. Stavolta no. E’ stato accolto con la consueta cor­tesia dal direttore sportivo Daniele Pradè e dal dottor Marco Staffoli, il marito della dottoressa Rosella Sen­si. I tre hanno pranzato insieme nel ristorante di Trigoria. Si è parlato di molte cose e, pure, del futuro del giocatore, legato contrattualmente ( l’ultimo rinnovo c’è stato un anno fa) alla società giallo­rossa sino al 2011 in cambio di un ingaggio da due milioni e mez­zo di euro più una se­rie di benefit matema­tici che fanno aumen­tare il cucuzzaro sino a oltre tre milioni.

Il signor Joaunneaux, come ha poi raccontato a più persone, nel corso dell’incontro ha fatto capire di non prevedere un futuro romanista per il suo assistito. Qui alla Roma non si vince e pure quando lo meriterebbe, non la fanno vincere, come è accaduto nel passa­to campionato nei confronti dell’In­ter, questa la motivazione principa­le con cui il signor Joanneaux ha spiegato la sua posizione che poi è quella di tutti i procuratori. Ovvero ogni volta che riescono a trasferire un loro assistito, incassano cifre da paura. Tenete presente che un’even­tuale partenza del difensore france­se verso Milanello, è un’operazione che vale non meno di tre milioni di euro per chi cura gli interessi del giocatore. Il fatto è, poi, che in que­sta vicenda sono coinvolti anche al­tri personaggi. Perché il Milan non tratta direttamente con il signor Jo­aunneaux, ma utilizza come tramite l’avvocato Jean Luis Dupont (grande amico di Franco Baldini e dello stu­dio legale milanese Cantamessa, vi­cinissimo al club rossonero), sì quel­lo della sentenza Bosman che ha ri­voluzionato il calcio e che, pure, è quello che ha difeso il difensore francese nella vicenda che vide coinvolto il giocatore nel momento del suo trasferimento ( unilaterale) dall’Auxerre alla Roma. E Dupont ha fatto sapere all’entourage del gio­catore che, per ovvi motivi, il Milan non farà mai uno sgarbo alla Roma del­l’amica Rosel­la,

che la pri­ma mossa avrebbe dovu­ta farla il gio­catore. O chi per lui. Appun­to, Joanneaux che, guarda un po’, tutto ha fatto meno che tenere segre­to l’incontro e i suoi contenuti. In­somma ha lanciato il sasso senza pe­raltro neppure nascondere la mano. Il dado è tratto, poi si vedrà.